Commissario alla Divina Provvidenza

La Regione nomina Giuseppe Ortu (Aspal) che dovrà verificare conti e debiti. Sciolto il cda che parla di decisione arbitraria

SASSARI. Alla Fondazione Casa Divina Provvidenza arriva il commissario e viene sciolto il cda. La Regione, con una delibera di giunta di martedì 23 giugno, ha deciso di non protrarre l’agonia dell’istituto per anziani di piazza Sant’Agostino, al centro di una bufera che negli ultimi mesi ha coinvolto i 75 ospiti e le loro famiglie e i 47 lavoratori. Accogliendo la richiesta di commissariamento del sindaco Nanni Campus e poi dell’arcivescovo Gian Franco Saba che al presidente Christian Solinas si erano rivolti per salvare la storica istituzione.

La casa fondata per i “cronici e i derelitti” da padre Manzella ora passa nelle mani di Giuseppe Ortu, dirigente proveniente dall’Aspal (l’Agenzia per il lavoro) che avrà il compito di gestirla per non più di tre mesi. A Ortu spetterà di verificare la situazione finanziaria dell’ente, che ha natura privata, ma sul quale l’amministrazione regionale ha poteri di vigilanza e controllo, e, in particolare, pesare l’entità dei debiti. Sulla base di questi dati il commissario potrà accertare se sussistano ancora le condizioni per assicurare gli scopi previsti nell’atto di fondazione della struttura. In caso contrario per la Casa “Divina Provvidenza si aprono due strade: o la trasformazione o l’estinzione della Fondazione. Fondamentale sarà, per evitare le ipotesi più estreme, la consistenza del patrimonio della onlus .

Passaggi che in entrambi i casi dovranno essere gestiti per la salvaguardia dell’assistenza agli anziani, molti dei quali non autosufficienti, e per preservare il posto di lavoro ai dipendenti, dicono i sindacati.

Dura la reazione del consiglio di amministrazione della casa di riposo alla notizia del commissariamento che pone atto alla fine della gestione in corso. Proprio per oggi aveva convocato i 62 soci in assemblea per l’approvazione dei bilanci e l’elezione di un nuovo cda. I consiglieri parlano di una decisione «arbitraria« e di grave ingerenza da parte della Regione «sulla base di esplicite volontà politiche locali» . «Stupisce la deliberata volontà di interferire a due giorni dall’assemblea dei soci – dicono –. La tempistica della grave decisione assunta ha purtroppo messo la parola fine al concreto perseguimento di un percorso che avrebbe garantito la sopravvivenza di un’istituzione cittadina secolare«. Quindi l’affondo contro il Comune: «Sassari è sempre più spoglia e povera grazie all’amministrazione locale che ha sistematicamente disertato ogni interlocuzione con la Fondazione». Ma, nonostante le dichiarazioni di fuoco, il cda non impugnerà la delibera.

I prossimi mesi saranno quindi determinanti per il futuro dei “Cronici”. Nella struttura sono ancora ospitati una cinquantina di anziani, che presumibilmente potranno restarvi con l’arrivo del commissario e i dipendenti sapranno a cosa dovranno andare incontro.

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