Diffamarono il titolare di un canile, condannate

SASSARI. Non solo, come stabilì il giudice tre anni fa – con una sentenza di assoluzione del titolare Giuseppe Casu – il canile Pippolandia di Ittiri era perfettamente in regola e gli animali...

SASSARI. Non solo, come stabilì il giudice tre anni fa – con una sentenza di assoluzione del titolare Giuseppe Casu – il canile Pippolandia di Ittiri era perfettamente in regola e gli animali venivano custoditi con estrema cura, ora un altro giudice ha condannato a quattro mesi – per diffamazione – Alessandra Gradi e Eva Bianchi entrambe della Lega nazionale per la difesa del cane (sezione di Alghero). Dovranno anche pagare una provvisionale di 5mila euro alla persona offesa, sempre Casu (difeso dall’avvocato Stefano Porcu).

Le due avevano pubblicato un video nel quale la Gradi accompagnava la Bianchi nella visita della struttura che era sottoposta a decreto di sequestro preventivo e affidata in custodia giudiziaria alla Lega nazionale per la difesa del cane «affermando come la stessa – scriveva il pm – non fosse “conforme alla direttiva sul benessere animale”». Sempre nello stesso video la Bianchi diceva: «Lo spiego io perché ce l’ho con la Asl di Sassari, sono loro che alimentano i lager (...) che danno l’autorizzazione a fare queste schifezze. Non vanno a controllare, non fanno nulla, loro rilasciano le autorizzazioni e via, poi se ne fregano».

La lunga vicenda che turbò le tranquille giornate degli ospiti del canile Pippolandia si era conclusa nel 2018 con l’assoluzione di Casu dall’accusa di “frode nelle pubbliche forniture” (gli veniva contestato di aver preso soldi dal Comune senza provvedere a dare da mangiare ai cani) e di aver tenuto gli stessi animali “in condizioni incompatibili con la loro natura provocando loro gravi sofferenze”. «Il fatto non sussiste» aveva detto però il giudice. Due anni prima il canile era stato messo sotto sequestro preventivo ma il Riesame aveva disposto la rimozione dei sigilli. Decisione contro la quale era stato presentato ricorso in Cassazione. Ma anche la Suprema corte aveva stabilito che a Pippolandia era tutto regolare e aveva dichiarato inammissibile il ricorso della Procura contro il dissequestro della struttura. Ora un’altra vittoria per il titolare ingiustamente diffamato. (na.co.)

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