Dalla Madonnina in cima al monte dopo 60 anni

Un ex giovane dell’Azione Cattolica ha voluto così ricordare il suo gruppo e il parroco don Manconi

PORTO TORRES. Sessanta anni fa un gruppo di venti ragazzi dell’Azione Cattolica guidati da don Antonio Giuseppe Manconi – parroco emerito della basilica di San Gavino – partirono a piedi da Porto Torres (vicolo Turreni) per raggiungere la cima di monte Alvaro e posizionare una Madonnina all’interno di una nicchia. Da lassù la statua avrebbe vegliato sugli abitanti di tutta la Nurra. A distanza di così tanti anni, uno dei quei giovani dell’Azione Cattolica, il portotorrese Angelo Dedola, ha realizzato il suo sogno di ritornare sulla sommità del monte Alvaro e di deporre un mazzo di fiori alla Madonnina. «Ho sentito questa spinta emotiva – racconta Dedola -, seppur a fatica, per ricordare il padre spirituale don Manconi e i tanti amici che parteciparono a quella indimenticabile gita. Don Manconi – aggiunge - per la mia generazione è stato un pastore unico che sapeva coniugare divertimento e partecipazione alle sue funzioni religiose: aveva una visione futuristica su come i ragazzi non “scappassero” dalla Basilica, motivandoci negli impegni dell’Azione Cattolica». Il ritorno dopo sessant’anni sul quel monte non è stato comunque tanto agevole per Dedola, considerata anche l’età e la folta vegetazione, e per arrivare al punto più alto ha chiesto un “passaggio” a un trattore cingolato. «Ho fatto tutto questo per ricordare quel grande prete venuto da Muros – precisa – che ha saputo conquistare e insegnarci la giusta via da percorrere nella vita. Ma anche per portare ai piedi della Madonnina, idealmente, chi non c’è più e quanti oggi hanno la fortuna di esserci». Il gesto di Angelo Dedola vuole essere anche un messaggio alle alte sfere ecclesiastiche: «Don Manconi bisogna ricordarlo degnamene anche come studioso della Basilica, per la quale si è prodigato anche negli ultimi mesi di vita». (g.m.)

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