L’equipaggio dorme e la barca va alla deriva

Tre velisti soccorsi di notte nelle acque dell’Asinara dalla guardia costiera La cima si era slegata da una boa a Cala d’Oliva, la corrente ha fatto il resto

PORTO TORRES. Una barca a vela alla deriva con tre turisti a bordo è stata soccorsa nella notte tra martedì e mercoledì nelle acque dell’isola dell’Asinara. L’unità – iscritta al compartimento marittimo della Toscana - si era infatti staccata improvvisamente dal campo boe di Cala d’Oliva e gli occupanti non si erano accorti di quanto stava accadendo. Una situazione di reale pericolo che poteva costare cara ai tre diportisti toscani. Fortuna ha voluto che i marinai della Guardia costiera sono sempre vigili sulle presenze in mare nel golfo dell’Asinara, anche su quelle dei diportisti, e il loro arrivo in pochi minuti in quel tratto di mare ha consentito di trarre in salvo gli occupanti dell’imbarcazione. I quali si trovano in perfetto stato di salute, così come la barca a vela, che in questo tragitto in balia delle correnti non è andata a cozzare contro alcun ostacolo.

La barca a vela ha poi proseguito la propria navigazione in totale sicurezza verso il porto di Stintino, accompagnata inizialmente dalla motovedetta CP 810. L’operazione di soccorso è cominciata dopo la mezzanotte, quando la sala operativa della Capitaneria riceveva, tramite il canale 16 VHF, una segnalazione relativa alla presenza in mare di un’imbarcazione a vela alla deriva verso sud e in direzione della costa di Porto Torres. La stessa barca era priva dei segnalamenti luminosi per la navigazione notturna, previsto dalla normativa vigente, e inoltre non si segnalava alcuna persona alla conduzione dell’unità.

Dalla banchina dell’Autorità marittima veniva attivata immediatamente la procedura di soccorso per le emergenze in mare e disposto l’invio della motovedetta nel golfo dell’Asinara. L’equipaggio della Guardia costiera – il capo di prima classe Salvatore Cammisa, il secondo capo Davide Falchi e il sottocapo Giuseppe Foddai – uno volta giunto sul posto riusciva ad individuare l’unità alla deriva ad alcune centinaia di metri dal campo boe di Cala d’Oliva e procedeva ad attivare i segnalamenti acustici e lampeggianti in dotazione alla motovedetta per accertare la presenza di eventuali occupanti. Dopo pochi minuti, spuntava in coperta il conduttore dell’imbarcazione a vela, sorpreso e soprattutto inconsapevole della situazione di pericolo che si era determinata. Dalle sue parole la conferma che la barca era stata ormeggiata la sera precedente nel campo boe di Cala d’Oliva e che i problemi con la boa d’ormeggio o con la cima utilizzata avevano provocato la deriva dell’unità.

«Fortunatamente le condizioni del mare in occasione di questo evento erano ottimali – dice il comandante della Capitaneria di porto, capitano di fregata Gabriele Peschiulli - e tale circostanza, insieme alla pronta risposta operativa della Guardia costiera, è stata senz’altro determinante nell’evitare conseguenze più gravi».

WsStaticBoxes WsStaticBoxes