Uri. Per l’ultimo saluto a Giusy Nurchis si attende la Procura

URI. Per l’ultimo saluto a Giusy Nurchis, c’è da aspettare. Si pensava che già da ieri il corpo della donna venisse restituito alla famiglia, ma non è stato possibile. Occorre attendere la decisione...

URI. Per l’ultimo saluto a Giusy Nurchis, c’è da aspettare. Si pensava che già da ieri il corpo della donna venisse restituito alla famiglia, ma non è stato possibile. Occorre attendere la decisione della Procura e del medico legale, prima che questo avvenga. Con molta probabilità già da oggi la salma della giovane deceduta poco dopo il tragico incidente di venerdì scorso, dove ha perso la vita il marito Franco Panzalis luogotenente della Brigata Sassari, farà rientro in paese. Sono stazionarie invece le condizioni del figlio di Franco e Giusy e della fidanzata entrambe diciassettenni, che viaggiavano nel sedile posteriore dell’auto. I ragazzi non corrono pericolo di vita, nonostante le numerose ferite riportate nel forte impatto, c’è ottimismo. Domenica c’è stato l’ultimo saluto a Franco Panzalis con una cerimonia laica, in cui le comunità di Uri e Romana – suo paese d’origine – si sono strette in maniera affettiva alla famiglia del giovane Sassarino.

In rappresentanza della Brigata Sassari erano presenti il Capo di Stato Maggiore di Brigata il Tenente Colonnello Fragasso, il Sottufficiale di Corpo primo luogotenente Marrazzu, l’Ufficiale psicologo Tenente Di Niera, il coadiutore socio assistenziale Caporale maggiore capo Manca. È stata una cerimonia sobria, tanta gente, e nel silenzio profondo, nel piazzale del cimitero l’unica voce è stata quella di Chiara primogenita di Franco e Giusy. Poche parole pronunciate dalla giovane, ma di grande effetto emotivo arrivate nel profondo del cuore dei presenti: è stato difficile trattenere le lacrime. «Babbo e mamma erano i genitori perfetti. Avevo ancora tanto bisogno di loro perché anche se sono adulta non mi sento grande a sufficienza, ma ora purtroppo quando sarò in difficoltà, invece di chiedere consiglio a loro dovrò chiedere a me stessa cosa loro avrebbero fatto». Una famiglia già devastata dal dolore a cui si aggiunge l’attesa estenuante prima di dare l’ultimo saluto alla povera Giusy.

Franco Cuccuru

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