Consorzio di bonifica con il segno più

Ozieri. Bilancio positivo a un anno e mezzo dall’insediamento del nuovo Cda

OZIERI. A un anno e mezzo dall’insediamento del nuovo consiglio dei delegati e del Cda, il Consorzio di Bonifica traccia un bilancio positivo delle sue attività e in particolare alle politiche di risanamento delle casse consortili.

La logica che ha guidato l’azione dell’ente è stata «pagare tutti per pagare meno e rimettere in sesto un gioiellino» come afferma il presidente Toni Stangoni, che si dice certo che seguendo questa linea il consorzio riuscirà a «riacquistare credibilità e reputazione anche nelle istituzioni». Eppure sino a pochi mesi fa si era «sull’orlo del fallimento - spiega il presidente - a causa del mancato pagamento dei ruoli, per anni, da parte di qualcuno, che ha costretto il Consorzio a indebitarsi con le banche».

Una situazione difficile ereditata da 20 anni di commissariamento, dopo la quale, già dalla precedente amministrazione, si è deciso di «rimboccarsi le maniche, darsi delle regole ferree ma condivise e valide per tutti e intraprendere un percorso non facile, condiviso con la base sociale e avvallato e sostenuto dalle organizzazioni sindacali che per la seconda volta consecutiva hanno espresso, con elezioni democratiche, i propri rappresentanti».

Le parole del presidente sono anche la risposta alle tante critiche ricevute negli ultimi mesi, che Stangoni rimanda al mittente ribadendo ai «furbetti» che ora l’ente «vuole riacquistare una propria dignità e reputazione e non mendicare improbabili e fantasiosi interventi pubblici per appianare il pagamento dei debiti». Il tutto con l’obiettivo generale di «ridare ai Consorzi di Bonifica maggiore centralità e competenze» evidenzia il vice presidente Francesco Pala, che sottolinea come «per essere ascoltati dobbiamo essere innanzitutto credibili e dimostrare con i fatti di saperci gestire».

E la buona gestione inizia con il rispetto delle regole, iniziando dal Piano di classifica entrato in vigore nel 2019. Un piano che Stangoni e Pala difendono strenuamente sia perché redatto «con l’intervento anche di competenze esperte esterne» sia perché modifica il sistema passando da una ripartizione dei costi basata sull’estensione a una basata sui “benefici”, ovvero sulla presenza nei terreni di opere consortili «attraverso una pluralità di criteri e sotto-criteri, per poter differenziare le situazioni», spiega il direttore Giosuè Brundu «Tutto è migliorabile, compreso il Piano di classifica - conclude Brundu - ma sinché è in vigore va studiato e poi rispettato e applicato». (b.m.)

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