Sassari, gremio dei Massai: scoperto lo statuto del ’500

Lo studioso Bruno Lombardi ha ritrovato all’Archivio storico comunale l’antico manoscritto

SASSARI. Possibile che non esista uno Statuto dei Massai precedente al 1700, come quelli che già dal 1300 e nel 1500 avevano Calzolai, Pittori, Falegnami e altri ancora? Proprio i Massai, l’aristocrazia dei gremi sassaresi, che nel giorno della discesa dei Candelieri hanno il privilegio di celebrare con il sindaco in carica la cerimonia dell’Intregu? Una domanda che si è posto lo studioso Bruno Lombardi, già autore di interessanti ricerche e scoperte sulla storia delle antiche corporazioni cittadine, e in particolare dei Massai, di cui ha ritrovato la bandiera novecentesca. Scava che ti scava, alla fine di un lungo lavoro, è arrivata la risposta all’interrogativo: nell’Archivio storico comunale intitolato ad Enrico Costa, consultando il libro delle Ordinazioni, un volume di documenti antichi che contiene anche quelli dedicati ai gremi e ai Candelieri, Lombardi ha trovato un manoscritto di due pagine, rovinato sui bordi, ma su cui spicca una data “1523- 4” con un punto interrogativo, e che mostra la struttura e il contenuto di un’“ordinazione” identica a quella degli altri gremi (chiamati nel Cinquecento confraternite). Tombola, ecco lo statuto dei Massai.

Nella sala Milella dell’Università, prestata dall’ateneo per l’occasione, ieri Lombardi ha raccontato la storia del ritrovamento del documento gremiale insieme con i rappresentanti dei Massai: il segretario Matteo Pilotto, l’eletto anziano Salvatore Polo, l’intermediario verso terzi Guido Muraglia e l’obriere maggiore Maurizio Venerdini. Ha partecipato anche Gaetano Piras, direttore nazionale di Iaas Italia, l’Associazione nazionale degli studenti di Agraria che ha organizzato con lo studioso e il gremio l’iniziativa e l’ha patrocinata.


«Dopo aver approfondito la storia dei Massai – ha detto Bruno Lombardi – mi ha colpito che nessuno, neanche Enrico Costa, studioso attento della sua città, avesse mai scritto di uno statuto del gremio conosciuto anche come quello degli agricoltori», E si conosce l’importanza che l’agricoltura ebbe per Sassari sin dalle origini. Di più. «Nel suo volume “Sassari” – prosegue Lombardi – tra le notizie che riguardano il gremio, Costa scrive chiaramente: “non trovasi per gli Agricoltori nessuna Ordinanza nel 1381 e negli anni dal 1521 al 1564».

Lo studioso si è stupito che altri storici non abbiano mai fatto riferimento a uno statuto dei Massai. «Eppure dalle mie ricerche sugli ordinamenti del gremio dal Settecento in poi avevo avuto conferma che in quello del 1743 si fa menzione di statuti antichi». E il manoscritto ritrovato all’Archivio storico comunale ne è la prova. «Il vocabolo “massayos” è ripeturo più volte – afferma Lombardi –. Il documento è in lingua sarda con piccoli inserimenti di vocaboli catalani e sono individuabili parole e segni grafici che possono ricondurre all’italiano e al latino cinquecenteschi. Probabilmente chi l’ha scritto conosceva tutte queste lingue, magari era un ecclesiastico. Nell’introduzione, uguale a quella dei documenti degli altri gremi, i governatori dell’epoca indicano le norme per favorire l’agricoltura. Si parla di grano, orzo, mietitura, di “rasiere”, che è un’antica misura agricola. Vengono regolamentati il pagamento dei danni provocati dal bestiame nei campi coltivati e dettate le quantità di grano da mietere e date ulteriori disposizioni».

Frammenti di storia sui Massai che mancavano. «Ringraziamo Bruno Lombardi di aver aggiunto un altro pezzo alla nostra carta di identità», ha concluso Matteo Pilotto.
 

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