A San Gavino l’attesa continua

Arriva il nuovo parroco Salvatore Masia ma tutto il complesso ha urgente bisogno di un restauro

PORTO TORRES. La nomina del nuovo parroco della basilica di San Gavino, monsignore Salvatore Masia, è l’unica novità importante riguardo al compendio monumentale di Monte Agellu. La millenaria chiesa romanica è stata infatti amministrata per circa un anno da don Michele Murgia e il nuovo sacerdote, proveniente dalla chiesa di San Basilio Magno di Sennori, prenderà servizio dal primo novembre.

Sugli interventi strutturali necessari nella parte esterna della Basilica, ma anche all’interno, è invece calato un preoccupante silenzio istituzionale che oramai si protrae da qualche anno. Il simbolo della città per diversi generazioni mostra un degrado strutturale diffuso in quasi tutto il perimetro e di questo ne sono a perfetta conoscenza l’ufficio dei Beni culturali della diocesi e le amministrazioni comunali che si sono succedute negli ultimi dieci anni. Anche nei piani alti della Regione c’è un progetto redatto da un architetto della diocesi e la stima degli interventi da realizzare per la Basilica sono stati calcolati in 2 milioni di euro. Cooperativa. A tenere alto l’interesse culturale e la storia della Basilica sono rimasti gli indomiti operatori plurilingue della cooperativa Bisleonis, che anche nel 2021 si sono occupati dei servizi di accompagnamento e guida turistica. Un servizio che si svolge tutti i giorni fino ad ottobre, dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18,45, per guidare scientificamente il percorso che i tanti turisti italiani e stranieri vogliono fare per conoscere realtà e leggende della millenaria chiesa romanica. Criticità. Con l’arrivo della stagione autunnale aumenta la paura delle criticità presenti nella Basilica. Le infiltrazioni minacciano sempre più l’architrave della porta di ingresso e situazioni strutturali che necessitano di interventi urgenti anche nella navata centrale e vicino al plesbitero. All’esterno della chiesa, invece, i problemi di erosione stanno provocando la disgregazione degli elementi lapidei. Il portale gemino è inoltre sottoposto al degrado dovuto agli agenti atmosferici, che stanno deteriorando gli elementi decorativi che ornano l’ingresso. Nella vicina piazza Santi Martiri le luci non funzionano da mesi sono funzionanti e in Atrio Metropoli la grata in marmo e la luce del pavimento stanno per sprofondare. Sindaco.

«La nomina del nuovo parroco di San Gavino è una notizia che aspettavamo con trepidazione – dice il sindaco Massimo Mulas –, perchè la Basilica rappresenta uno dei fari religiosi della Sardegna e la presenza di un nuovo pastore sarà portatrice di nuovi stimoli e crescita per tutta la comunità turritana. Ci sarà anche l'opportunità di riprendere in mano i progetti di restauro – aggiunge – e valorizzazione dell'area della chiesa e delle cumbessias: crediamo che su questi temi sia fondamentale incrementare il dialogo con la chiesa diocesana e con tutti i soggetti che hanno interesse o titoli sull'area. Come amministrazione comunale siamo pronti a fare la nostra parte e mettere in campo tutte le azioni possibili per favorire la riqualificazione di un sito che ha grandissime potenzialità dal punto di vista culturale e artistico». Anche l'associazione etno-culturale Sasdhigna Libara ritiene che sia ormai urgente e non più rimandabile intervenire per il restauro conservativo della basilica di San Gavino, evitando così maggiori danni a quelli preoccupanti già esistenti. «È mortificante sapere che alla Regione giace un progetto che prevede interventi di restauro – lamenta Nando Nocco -: a questo punto chiediamo quale “manina benedetta” possa prendere in esame e dare vita e gambe al progetto».

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