Molesta una minorenne e poi scappa, arrestato

La tentata violenza sessuale vicino alla fermata degli autobus in via Tavolara Nei guai un 35enne, la polizia l’ha identificato grazie alla descrizione della vittima

SASSARI. Un momento di spensieratezza e sorrisi in compagnia di un’amica, entrambe sedute su una panchina vicino alla fermata degli autobus. Una routine quotidiana che martedì mattina si è però trasformata in un incubo per una giovane studentessa sassarese, non ancora maggiorenne.

A un certo punto, infatti, le si è avvicinato un uomo che, con la scusa di chiederle una sigaretta, ha tentato un primo approccio rivolgendosi a lei insistentemente con la frase “Ci sentiamo, ci sentiamo”. Ma dalle parole ben presto è passato ai fatti: si è inchinato e improvvisamente ha cercato di baciarla. Lei, spaventata, è riuscita a spostarsi ma le molestie dell’uomo non sono finite là e solo dopo che si è reso conto che la giovane e la sua amica stavano chiedendo aiuto si è allontanato verso i giardinetti.

La descrizione dettagliata che le due ragazze hanno fornito alla polizia, intervenuta con una pattuglia delle volanti dopo pochi minuti, ha consentito agli agenti di rintracciare l’aggressore e di arrestarlo con l’accusa di tentata violenza sessuale.

Si tratta di un 35enne nigeriano, Osemweigie Johnson, che – dopo aver trascorso la notte nel carcere di Bancali – comparirà oggi davanti al giudice, accompagnato dal suo avvocato Franco Fois, per l’udienza di convalida.

All’uomo è stata contestata l’aggravante di aver commesso il fatto nei confronti di una minorenne.

Sono stati attimi concitati e di grande paura quelli vissuti dalla studentessa nel momento in cui il ragazzo le si è avvicinato con intenzioni tutt’altro che buone. Anche perché, dopo che lei lo ha respinto, lui ha provato a molestarla ancora tentando di avvicinarsi alla sua bocca fino a rivolgerle frasi volgari. È stato allora che la reazione della ragazza – probabilmente supportata anche dall’amica che si trovava vicino a lei – ha messo in fuga il 35enne.

E, come spesso raccomandano di fare le forze dell’ordine in situazioni di questo genere, le due giovani sono state molto brave a osservare e poi riferire ai poliziotti alcuni dettagli sull’aspetto fisico dell’aggressore. Abbigliamento, colore della pelle, età approssimativa.

La pattuglia era nelle vicinanze della fermata dell’autobus perché ogni giorno continuano i servizi di controllo del territorio sugli assembramenti degli studenti vicino agli istituti scolastici e alle fermate dei mezzi pubblici. Quando è arrivato l’allarme la polizia ha quindi raggiunto il posto in pochi istanti. Tempestività che ha facilitato l’identificazione del responsabile (che non avrebbe una dimora fissa) e, dopo le formalità del caso, il suo arresto.

Oggi la decisione del giudice sulla convalida ed eventualmente sull’applicazione di una misura restrittiva a suo carico.

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