Messa a sorpresa per don Rum che va via

L’hanno organizzata i parrocchiani della Consolata per ringraziarlo di 50 anni di sacerdozio

PORTO TORRES. Una messa a sorpresa organizzata dai parrocchiani, come ringraziamento per l’oltre mezzo secolo di sacerdozio a contatto con la gente e con le braccia tese verso chi soffre, che ha commosso non poco don Ferdinando Rum, parroco della chiesa della Beata Vergine della Consolata. Tra qualche giorno don Rum passerà il testimone al nuovo parroco nominato dalla Curia, don Gavino Sanna, e in vista dell’avvicendamento è stata organizzata una funzione eucaristica celebrata da don Michele Murgia.

Sono trascorsi cinquant'anni dal luglio 1970, quando don Rum cominciò la sua missione sacerdotale con l’investitura nella chiesa Santa Apollinare di Sassari. Per il prete, originario dell’Isola del Giglio, la vita religiosa inizia nella borgata di Caniga e continua nelle parrocchie di Muros e Cargeghe. Nel 2008 la nomina nella chiesa della Consolata, dove raccoglie l’eredità di don Fenu, e osserva da vicino i momenti grandi e anche quelli bui della comunità turritana.

«Da sacerdote ho assistito al periodo d’oro della Sir – ricorda don Ferdinando –, durante il quale si viveva nell’abbondanza delle cose, e altri meno belli a causa della crisi: la speranza, però, è che il tempo più brutto è passato e da quel dolore ci deve essere lo sforzo per andare avanti».

All’età di 78 anni lascia una parrocchia che ha amato tanto, ma nel bilancio complessivo c’è anche qualche rimpianto. «Quello di non aver visto dopo 12 anni di tanta insistenza da parte mia e di chi mi ha preceduto – aggiunge il parroco –, che le due sacrestie fossero sistemate dal punto di vista strutturale. Adesso sono sotto protezione, però fino a tre anni fa avevo l’incubo che qualche pignatta potesse cadermi addosso: ho ancora il casco che usavo , ereditato da don Fenu, che lo indossava quando andava nel bagno di una delle sacrestie». (g.m.)

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