«Niente prediche ma moral suasion»

I professionisti raccontano l’approccio con chi è restio a farsi iniettare il vaccino

SASSARI. Nessuna predica, ma un’opera di moral suasion basata principalmente su una corretta informazione. Il servizio che i farmacisti stanno facendo in questo periodo di pandemia non si limita a eseguire i tamponi e a consegnare un green pass che vale appena 48 ore, bensì a convincere con estremo tatto i cittadini restii a farsi iniettare il vaccino che immunizzarsi rimane l’arma più potente per debellare il Covid.

«Personalmente – racconta Manlio Grandino, presidente provinciale di Federfarma e titolare di una farmacia in via Brigata Sassari – davanti a un cliente “no vax” non ho mai forzato la discussione, semmai ho ascoltato le sue ragioni percependo, nel stragrande maggioranza dei casi, diffidenze e paure frutto di disinformazione o addirittura cattiva informazione. Per esempio – continua – in tanti sono convinti che il vaccino non sia stato sufficientemente sperimentato, mentre la verità è che nessun siero è stato sperimentato quanto questo, non fosse altro per il numero delle persone che lo hanno fatto e degli strumenti ora in possesso delle case farmaceutiche. A noi farmacisti non resta che spiegare come stanno le cose realmente e non di rado il cliente si convince a fare il vaccino».

Parole condivise anche da Roberto Cadeddu, presidente dell’Ordine provinciale dei farmacisti: «Facciamo in media un tampone ogni quarto d’ora, e in quel lasso di tempo parliamo con le persone. In effetti il problema principale sta nella cosiddetta infodemia, cioè nella cattiva informazione. Noi dobbiamo smontare le fake news e nel contempo rassicurare. Talvolta funziona». A confermarlo è anche Angelo Mulas, titolare dell’omonima farmacia di Alghero: «Con pazienza il dialogo si può instaurare e molti nostri clienti “no vax” hanno cambiato idea». (and.mass.)

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