Miniera, faccia a faccia in Regione

L’assessora Pili incontra i sindacati sul futuro dei 26 lavoratori di Olmedo con contratto in scadenza

SASSARI. Stato di agitazione “congelato”, in attesa dei risultati dell’incontro pesante, convocato d’urgenza questa mattina alle 11 all’assessorato regionale all’industria. Con la padrona di casa Anita Pili che riceverà gli Rsu Filcem Cgil Femca Cisl e Ugl Chimici, Emilio Fois, Paolo Deroma e Simone Testoni, in rappresentanza dei 26 lavoratori della miniera di bauxite di Olmedo, ora dipendenti della Igea spa che da cinque anni lottano senza sosta per reclamare un futuro e il 30 novembre rischiano di vedere spenta anche l'ultima speranza.

Una situazione delicatissima, che aveva convinto le siglie sindacali a dichiarare lo stato di agitazione e a convocare un’assemblea per lunedì per decidere eventuali nuove azioni. E che sicuramente non si potrà risolvere questa mattina nel confronto cagliaritano, soprattutto se al tavolo con assessora Pili e sindacati non saranno seduti, come le Rsu chiedono, anche i vertici aziendali di Igea spa.

É la partecipata regionale infatti che ha il compito di bonificare l’area della miniera di Olmedo, ed è nella ex Società Italiana Miniere (costituita nel luglio 1986, con la Regione Sardegna come unico azionista, e diventata dal 1998 Igea) che i 26 ex lavoratori della miniera di bauxite di Olmedo sono impiegati da 36 mesi, appunto fino al prossimo 30 novembre. Il problema è come garantire la continuità dei contratti in essere, e traghettare i lavoratori nella nuova finestra di 24 mesi di lavori, già finanziati dalla Regione con una delibera dello scorso 14 ottobre con 5 milioni, necessari alla messa in sicurezza definitiva e chiusura del sito minerario da concludersi entro il 31 dicembre del 2023.

Nonostante la stessa delibera autorizzi infatti la Igea a prorogare il contratto dei lavoratori impiegati a tempo determinato per il tempo necessario alla realizzazione dei lavori non è ancora chiaro come questo avverrà, e soprattutto se nelle more della proroga si apra una pericolosa finestra (si parla di 20 giorni) tra un contratto e l’altro, dentro la quale i lavoratori non sarebbero in alcun modo coperti, se non con la Naspi, e dalla quale inoltre non avrebbero garanzie di uscire.

Abbastanza per fare salire la tensione, con le Rsu che congelano lo stato di agitazione: «Con l’ennesimo atto di fiducia nei confronti della Regione – spiegano –. Abbiamo necessità di incontrare congiuntamente i vertici aziendali di Igea Spa e assessore Industria per poter concertare, non abbiamo bisogno di rassicurazioni politiche, abbiamo necessità di confronto fattivo alla risoluzione della problematica che da troppo tempo si protrae e riguarda non solo l'imminente scadenza dei contratti al 30 novembre, non possiamo permetterci che nessun lavoratore resti a casa».

Rimandata, almeno per ora, anche l’assemblea di lunedì, con i lavoratori che comunque incontreranno i rappresentanti sindacali venerdì per essere aggiornati sui risultati dell’incontro in Regione.

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