Ex miniera, l’assessora Pili convoca anche Igea

Incontro interlocutorio ieri in Regione sul futuro dei 26 lavoratori. Nuovo faccia a faccia a giorni

SASSARI. Un incontro interlocutorio, durato meno di mezz’ora. Con l’impegno preso dall’assessora Anita Pili a riconvocare il tavolo con i sindacati all’inizio della prossima settimana, con la presenza anche dei vertici aziendali di Igea spa.

Scorrono inesorabili i giorni che dividono dal 30 novembre, data in cui i 26 lavoratori della miniera di bauxite di Olmedo, ora dipendenti della Igea spa, che da cinque anni lottano senza sosta per reclamare un futuro, rischiano di vedere spenta anche l'ultima speranza. Quel giorno infatti scadrà il loro contratto con la partecipata regionale che ha il compito di bonificare l’area della miniera di Olmedo.

Contratti che c’è la volontà politica di rinnovare per altri 24 mesi, ribadita anche ieri dall’assessora Pili. Volonta intorno a cui bisogna costruire il “quadro normativo” che permetta di farlo.

Nonostante la prosecuzione dei lavori siano già stati finanziati dalla Regione con una delibera dello scorso 14 ottobre con 5 milioni, necessari alla messa in sicurezza definitiva e chiusura del sito minerario da concludersi entro il 31 dicembre del 2023, e la stessa delibera autorizzi infatti la Igea a prorogare il contratto dei lavoratori impiegati a tempo determinato per il tempo necessario alla realizzazione dei lavori non è ancora chiaro come questo avverrà, e soprattutto se nelle more della proroga si apra una pericolosa finestra (si parla di 20 giorni) tra un contratto e l’altro, dentro la quale i lavoratori non sarebbero in alcun modo coperti, se non con la Naspi, e dalla quale inoltre non avrebbero garanzie di uscire.

Problemi che ieri le Rsu hanno ribadito all’assessora, che ne ha preso atto e ha garantito la convocazione di un tavolo, con la presenza di Igea, in modo da dare alla stessa ditta indicazioni chiare su come garantire la continuità, o almeno su come certificare l’impegno del rientro dei lavoratori in una data certa in caso in cui la “pausa” tra un contratto e l’altro non sia legalmente evitabile.

Il sogno resta una definitiva stabilizzazione dei lavoratori, per risolvere una volta per tutte una battaglia drammatica di cui non si vede mai la fine. (g.bua)

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