«È un incrocio da brividi lo diciamo da tanti anni»

Dopo il mortale di tre giorni fa gli abitanti della zona chiedono un intervento Tra le proposte la richiesta di realizzare una rotatoria per evitare altre croci

SASSARI. «Ogni volta che arrivo a quello stop e devo svoltare a sinistra in direzione di Sorso mi vengono i brividi». Carlo Caputa è uno dei residenti della zona di Taniga-San Camillo che da anni chiedono un intervento che risolva una volta per tutte il problema della sicurezza in quel tratto di strada così trafficato.

«Doveva succedere una tragedia - commenta sconsolato il residente di via Giovanni Maria Devilla - perché qualcuno si rendesse conto di quanto sia pericolosa questa strada. Ma noi che viviamo qui lo diciamo da anni che quello è un incrocio cieco e che gli specchi stradali che hanno messo non bastano a garantire la sicurezza».

Effettivamente immettersi sulla strada statale 200, dall’intersezione che conduce all’antica chiesa di San Giacomo di Taniga e alle tante abitazioni nate negli ultimi cinquant’anni nella zona, mette un po’ di apprensione. Chi arriva da Sorso o dall’ospedale di San Camillo in direzione di Sassari si trova ad affrontare dei tornanti ciechi in discesa spesso a velocità sostenuta.

Chi deve svoltare a sinistra in direzione di Sorso invece è costretto a occupare le due corsie con una visibilità quasi nulla, sperando che non arrivi nessuno né da una parte né dall’altra. Per questo motivo, dopo tante proteste, qualche anno fa sono stati installati degli specchi, ma la loro presenza purtroppo non è sufficiente.

Sicuramente non lo è stata giovedì pomeriggio, quando si è consumata la tragedia in cui ha perso la vita Antonello Sotgiu, il pensionato che giovedì prossimo avrebbe compiuto 75 anni. L’uomo si trovava sul sedile del passeggero, quando la Polo condotta dalla moglie Marcella Piras si è scontrata con Mitsubishi Pajero condotto da un 78enne. Il fuoristrada, secondo i rilievi degli agenti della polizia locale, avrebbe invaso la corsia della Polo diretta a Sassari provocando un frontale. La Procura ha aperto un’inchiesta e il conducente del Pajero è stato iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio stradale, ma ora i residenti della zona chiedono che si prendano anche provvedimenti urgenti per quanto riguarda la viabilità. «In altre regioni italiane - spiega Alice Porcu, anche lei residente nella zona - ci sono degli specchi stradali che grazie a mini pannelli solari si caricano con il sole e si disappannano grazie a delle serpentine come quelle del lunotto della macchina. Questo incrocio ha tanti problemi - prosegue la donna - non è illuminato e tra l’altro proprio lì c’è anche una fermata dell’Atp. La soluzione migliore sarebbe sicuramente quella di una rotatoria, oppure aumentare la visibilità espropriando una parte dell’agro proprio dove è situata la statua di San Camilllo. Anche delle barriere sonore potrebbero essere utili - conclude Alice Porcu - perché il rettilineo in discesa da Sennori e Sorso induce ad aumentare la velocità».

A rischiare la vita tutti i giorni da queste parti fa notare Luisa Marchio sono anche i ciclisti. «Qui ne passano tanti - spiega l’ex calciatrice che vive da queste parti - quando li vedo affrontare questi tornanti mi metto le mani in testa. Credo che almeno per questo incrocio - conclude - la soluzione ideale sarebbe quella di una piccola rotatoria». I residenti la chiedono da anni, ma purtroppo doveva capitare una tragedia perché qualcuno decida che forse realizzarla potrebbe servire a salvare altre vite.

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