«La nostra non è una scuola di drogati»

Prosegue il braccio di ferro tra i docenti e i ragazzi per la ricreazione in classe. Ieri ai cancelli polizia, Digos e carabinieri

SASSARI. «La nostra non è una scuola di drogati e sballoni. Se qualcuno ha sbagliato è giusto che venga punito, ma non possiamo pagare tutti per il comportamento di qualcuno che non rispetta le regole, non è giusto».

Il “caso ricreazione” all’istituto Alberghiero non è ancora rientrato e ieri mattina la protesta davanti alla scuola superiore di via Cedrino è proseguita con lanci di petardi, fumogeni e cori all’indirizzo dei docenti.

Anche ieri quasi tutti i ragazzi hanno disertato le lezioni e per qualche ora in tanti sono rimasti ai cancelli, guardati a vista da carabinieri e polizia, mentre gli agenti della Digos sono entrati all’interno dell’istituto per parlare con la dirigente.

«Chiediamo che ci sia ridata la possibilità di fare ricreazione all’aperto - hanno spiegato le rappresentanti degli studenti Elena Murineddu e Federica Contini - non chiusi in classe dalle 8.30 alle 14 e in alcuni casi addirittura alle 17 per chi ha rientro. Alla dirigente - hanno aggiunto - chiediamo che vengano presi provvedimenti solo nei confronti di coloro che non rispettano le regole e non di tutti gli studenti».

Il malumore è nato una settimana fa quando, per arginare l’abitudine di qualche studente di consumare marijuana all’interno del cortile dell’istituto di Santa Maria di Pisa, il consiglio d’istituto ha deciso che a partire da lunedì 22 novembre durante i quindici minuti della ricreazione gli studenti non possono uscire dalla classe, neanche per andare in bagno.

«È chiaramente una decisione sofferta - spiega Antonietta Piras, dirigente dell’istituto Alberghiero da un anno - che ci serve per ripristinare la legalità. Siamo consapevoli che la maggior parte degli studenti sono bravi ragazzi - aggiunge la preside - ma non potevamo più tollerare certi comportamenti».

Per affrontare al meglio la situazione e non limitarsi a un braccio di ferro la scuola ha deciso di affidarsi a delle figure professionali qualificate che fungano da supporto per gli studenti. «In questi giorni stiamo incontrando i ragazzi e stiamo ascoltando le loro ragioni - prosegue la dirigente - e in questo siamo affiancati dalla psicologa Ilenia Vento che ha iniziato un percorso accanto ai nostri iscritti. Abbiamo notato che la pandemia e le restrizioni che hanno tenuto i giovani per tanti mesi lontani da scuola - aggiunge - hanno causato diversi problemi psicologici e per questo siamo consapevoli che la scuola debba essere un luogo di dialogo e di scambio di opinioni. Detto questo - conclude la dirigente - ora chiederemo anche l’intervento delle famiglie, perché anche loro devono fare la loro parte».

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