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cronaca

Protezione civile: il Coros è pronto all’emergenza

Approvato in via definitiva il nuovo piano intercomunale che fronteggia le allerte Il prossimo passo è l’allocazione di uomini e mezzi da parte dei vari comuni


30 novembre 2021 di Mauro Tedde


OSSI. L'Unione dei Comuni del Coros ha approvato in via definitiva gli atti di revisione e aggiornamento del piano intercomunale di Protezione civile. Il nuovo piano definisce la struttura operativa di protezione civile in grado di fronteggiare le situazioni di emergenza, con modelli di intervento che possono essere utilizzati in tutti i casi di eventi prevedibili e non prevedibili, per il superamento dell’emergenza ed il ritorno alle normali condizioni di vita. Un progetto partito dal 2009, rivisto in base alle difficoltà di attuazione, che si basa tre funzioni principali: il coordinamento dell’allerta che fa scattare i Coc (Centri operativi comunali) solamente in caso di allerta arancione o rossa, la comunicazione dell’allerta al cittadino del territorio dell’Unione e l’aggiornamento del regolamento istitutivo del servizio associato. Il compito della protezione civile intercomunale è essenzialmente quello di gestire l’emergenza, dal coordinamento territoriale al supporto di uomini e mezzi e la responsabilità della gestione degli stati di allerta è sempre in capo al sindaco del paese colpito dall’evento calamitoso e non è delegabile a nessun’altra autorità sostitutiva. Il piano diventa pertanto il supporto operativo al quale i sindaci dell’Unione si riferiscono per gestire l’emergenza con il massimo livello di efficacia. È uno strumento dinamico da aggiornare ed integrare periodicamente, non solo con riferimento all’elenco di uomini e mezzi, ma soprattutto in relazione alle nuove, eventuali, conoscenze sulle condizioni di rischio che comportano diverse valutazioni degli scenari. «Il piano della protezione civile - sottolinea il vicepresidente dell’Unione e sindaco di Ossi Pasquale Lubinu - è uno strumento complesso che ha una parte teorica, una parte organizzativa e una parte pratico-operativa. Adesso si tratta di completare la parte pratica e dare uomini e mezzi alla parte organizzativa. Una moderna protezione civile vive del contributo dei volontari ma deve poggiare su solide basi istituzionali. Oggi inizia una nuova fase e nei prossimi mesi avremo importanti novità». «Fermo restando la responsabilità dei singoli amministratori per la gestione dell’emergenza - spiega il presidente dell’Unione Carlo Sotgiu – avere un piano intercomunale e una gestione associata consente da un lato un utilizzo razionale delle risorse e dei mezzi, dall’altro di avere più strumenti a disposizione per contrastare le criticità. Uno dei primi passi sarà quello di realizzare un deposito intercomunale con le funzioni di ricovero per mezzi e attrezzature che verranno messe a disposizione di tutto il territorio».

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