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cronaca

“Lettere da Cuba” in salsa ozierese

Segnalato dal Premio Mario Luzi l’ultimo libro dell’insegnante Titino Bacciu


15 dicembre 2021


OZIERI. È appena andato in distribuzione ma ha già conquistato un primo riconoscimento il libro “Lettere da Cuba” di Titino Bacciu, insegnante e memoria storica di Ozieri, che ha più volte messo nero le sue esperienze in varie pubblicazioni tra cui i recenti Quaderni Ozieresi.

Questa volta il soggetto della sua narrazione è tutt’altro: Cuba, da lui visitata negli anni del “periodo speciale in tempo di pace” (1997/1998) durante il quale nell’isola caraibica vigeva la doppia moneta: il peso per i cubani e il dollaro per gli stranieri. Il volume raccoglie i suoi appunti di viaggio in una doppia conversazione: una con la famiglia in forma epistolare e l’altra con le numerose persone da lui incontrate. Pubblicato in autoproduzione con Susil Edizioni in lingua italiana e in spagnolo con Circulo Rojo, il volume avrà presto un’altra ristampa: è stato infatti premiato con una segnalazione dal Premio Mario Luzi nella sezione inediti, e sarà distribuito su tutto il mercato nazionale e internazionale con questo prestigioso patrocinio che gli ha fatto guadagnare anche un contributo dai Fondi speciali per l’Editoria. “Lettere da Cuba” racconta della scoperta di un «luogo geograficamente piccolo - spiega l’autore - che però occupa un grande spazio nella scena planetaria. È custode di una mitologia politica che la fa amare da tanti Paesi e detestare da quello più forte al mondo e anche di una mitologia musicale che invece la fa amare da tutti. Esercita poi un fascino incancellabile nell’immaginario collettivo anche in coloro che non l’hanno mai visitata, grazie a una robusta identità culturale e politica». Un microcosmo ricco di contraddizioni, Cuba, dove l’utopia del buon socialismo che spinse l’autore al viaggio si scontra «con le palesi contraddizioni della revoluciòn, fatte di scarsità di denaro e di merci, di paghe misere, di povertà diffusa, del doppio standard peso/dollaro e di troppe ragazze dedite al “oficio de la flor”.

Allo stesso tempo riceve risposte positive dal “cubanismo”, quella mescolanza di musica e voglia di vivere che attraversa l’isola e che contagia ogni visitatore». (b.m.)

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