Il graffito con la vela al Museo del porto

La raffigurazione scoperta nel 2005 in una colonna dell’abside di San Gavino farà parte della mostra permanente 

PORTO TORRES. Nella navatella settentrionale della basilica di San Gavino – sulla superficie lapidea del fusto della terza colonna che parte dall’abside orientale – sono state scoperte delle marche lapidarie d’età medievale e numerosi graffiti tra i quali il disegno di un’imbarcazione da pesca armata a vela latina. Il graffito, realizzato con un sottile punteruolo, è collocato a 165 centimetri dal piano di calpestìo e misura, nella sua massima estensione, 46 centimetri di altezza per 42 centimetri di larghezza. La scoperta è stata fatta dall’epigrafista Giuseppe Piras nel 2005 e, a distanza dalla prima pubblicazione, è stata decisa la realizzazione di un pannello didattico che illustra questo importante ritrovamento e che arricchisce il materiale presente nella mostra permanente del Museo del Porto.

Sabato sera l’epigrafista Giuseppe Piras ha spiegato con estrema minuzia i dettagli di questo graffito, in un convegno proprio al Museo del Porto, che raffigura il fianco sinistro di una barca della quale sono stati riprodotti diversi dettagli: 17 cuciture tra i ferzi della vela latina, l’albero provvisto verosimilmente di bandiera sulla sommità, lo scafo basso e allungato con prua e poppa molto rialzate e ricurve rispetto alla linea di galleggiamento. «L’estremità superiore della prua mostra un profilo sagomato che pare concludersi con una sorta di becco uncinato rivolto verso l’interno – dice Piras – (probabile stilizzazione di un elemento decorativo, la polena) mentre la poppa ha forma appuntita: in quest’ultima parte della barca, dove l’incisore ha voluto tratteggiare il fasciame dello scafo, spiccano le rappresentazioni di un segmento obliquo che potrebbe essere identificato con un lungo remo, impiegato come organo di governo dell’imbarcazione, e di un’ampia rete a sacco calata in acqua».

Nella sezione centrale della murata si nota infine una lunga lenza munita di amo mentre, verso prua, si individua un segno a V con vertice verso l’alto, tangente alla chiglia della barca, nel quale emerge la volontà dell’incisore di raffigurare uno scoglio. «Dettaglio questo – aggiunge epigrafista Giuseppe Piras – che rafforzerebbe la convinzione che il graffito possa essere interpretato come un ex voto realizzato in seguito ad uno scampato naufragio».

La scoperta del graffito nella navatella della basilica di San Gavino è molto importante, considerato che due musei hanno deciso di ospitare permanentemente un pannello che descrive questa scoperta. Uno all’Ema-Museo dell’acqua di Sassari e l’altro, grazie alla ferma volontà di Lorenzo Nuvoli e della moglie Nicoletta, nel Museo del Porto di Porto Torres.

«La presenza del pannello nel Museo che tratta della cultura marinara a Porto Torres è fondamentale – conclude l’epigrafista Giuseppe Piras – anche con l’obiettivo che a livello didattico la conoscenza di questa antica testimonianza si diffonda tra i turritani ed in particolare tra i giovani. In passato – continua l’epigrafista Giuseppe Piras – si è dato molto rilievo alla nave oneraria raffigurata nel mosaico del Piazzale delle corporazioni di Ostia, nella statio dei Navicularii turritani, come simbolo che identifica la marineria turritana. Ritengo che tale attenzione debba essere tributata anche a questa imbarcazione a vela latina, essendo una rappresentazione realistica di una barca da pesca a vela latina che effettivamente ha solcato le acque del golfo dell'Asinara nell'antichità»

WsStaticBoxes WsStaticBoxes