Un cenone con tante cautele

I ristoratori si preparano al 31 dicembre: posti limitati, menu ridotti e da asporto. E qualcuno non apre

SASSARI. Naufragati gli eventi, a Capodanno resta il cenone. I ristoratori vanno avanti con le loro proposte, portate avanti con molto coraggio e grandi timori. Tra le disdette che comunque piovono, il timore di una chiusura improvvisa ordinata dal governo e le difficoltà dche resta sempre diversa dalle altre, a Sassari gli operatori del settore provano in ogni caso a lavorare anche con numeri ridotti rispetto al solito, magari ricorrendo all’asporto. Anche se qualcuno, visto il momento, ha deciso di saltare il giro.

«Nei momenti migliori facevo cenoni con 95 persone e un menu da 100 euro – dice Fabio Nurra, titolare dei Fratelli Tola –, questa volta i coperti saranno una trentina a 80 euro. Ho aspettato fino all’ultimo poi ho deciso di farlo. Un po’ perché bisogna lavorare, un po’ perché ho un locale che mi consente un certo distanziamento e quindi posso proporre una serata tranquilla. In più, lo stesso menu lo offro col servizio da asporto a 55 euro». Menu che vede, tra le varie portate, paccheri al ragout di pesce, lasagnetta di carasau e casizzolu fondente e cardoncelli.

Sandro Cubeddu di ReMi è sulla stessa linea: «Abbiamo 45 coperti e sfruttiamo l’occasione per inaugurare il nuovo menu con una proposta da 65 euro– dice –. Ci sono state alcune disdette ma per fortuna subito rimpiazzate, la cosa positiva è che tanti ci hanno chiesto in maniera preventiva se fosse tutto a posto con il green pass. Anche noi abbiamo delle regole ferree: intanto abbiamo privilegiato i clienti abituali, finiremo all’una, ci saranno tavoli con poche persone e non ci si potrà alzare durante la cena». Oltre ai grandi classici della carta, nel menu di Capodanno ci saranno così anche tre assaggi delle“Pizze che non ti ho mai detto”. Massimo Pintus del ristorante Li Lioni ha invece deciso di fare solo il menu di asporto: «Lo scorso anno, con tutti i locali chiusi, abbiamo fatto questo esperimento ed è andato sorprendentemente bene. Il locale è piccolo, non è il caso di fare grandi voli. Abbiamo due proposte: una alla carta, dove si possono scegliere i singoli piatti e comporre la cena, e un menu completo anche di vino e dolce a 80 euro». Menu rigorosamente all’insegna della tradizione sarda con salumi, formaggi, ravioli, culurgiones e agnello. Lo chef algherese Cristiano Andreini aprirà il Liberty, appena inaugurato, anche il 31 dicembre: «Abbiamo avuto anche noi prenotazioni e disdette – racconta –, il clima non è certo quello delle grandi serate ma proviamo ugualmente a fare qualcosa, nel nostro settore la paura è sempre che ci chiudano all’improvviso. Non avendo una tradizione qui a Sassari, proponiamo piatti in linea con lo stile che stiamo raccontando in un menu “italico” da 100 euro. Apriremo anche ad Alghero, al Refettorio, dove però i numeri sono più ridotti». Nel menu ci sono, tra le varie cose, tortelli ai carciofi con ristretto di pesce e verdure cotte alla brace con una riduzione di sapa e agrumi.

Chi invece, dopo tanti anni, terrà le cucine spente è Tony Gambella del Quirinale: «La notte del 31 per noi era legata soprattutto al Capodanno in piazza d’Italia e abbiamo sempre lavorato molto bene col menu alla carta – spiega –. Quest’anno non ci sono eventi e già per noi è un limite, ma non è solo questo: sono situazioni complicate da gestire sul fronte della sicurezza, non possiamo stare attenti anche a questo, magari rischiando di avere problemi e restare poi chiusi nei giorni successivi senza lavorare. Tra l’altro non è che stiamo ricevendo tutte queste telefonate, alla fine è meglio per questa volta stare a casa e aprire in serenità il primo gennaio».

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