Sono nove le candidature per il garante dei detenuti

Iniziato l’esame dei curricula inviati al Comune da cinque donne e quattro uomini Martedì la capigruppo selezionerà la terna tra cui il Consiglio dovrà scegliere

SASSARI. Sono nove le persone che hanno risposto all’avviso, firmato dal presidente del consiglio Maurilio Murru, per la nomina del nuovo garante dei diritti delle persone private della libertà personale, dopo la revoca di fine dicembre di Antonello Unida, “licenziato” dal consiglio comunale dopo la bufera mediatica scatenata da alcuni video postati sulla sua vetrina social, nel quale ribadiva le sue teorie sulla lotta al covid attraverso la vita sana e riservata, e proclamava fiero la sua scelta “no vax” e anti green pass.

I candidati sono cinque donne e quattro uomini, e il fascicolo, lunedì, e stato inviato da Maurilio Murru al sindaco Nanni Campus e da ieri è disponibile per i membri della conferenza dei capigruppo, che sono stati invitati a esaminare i curricula inviati. Proprio la capigruppo, in una riunione che sarà convocata probabilmente martedì prossimo, sarà chiamata a selezionare la terna di candidati su cui poi si dovrà esprimere il consiglio comunale, quasi certamente già giovedì, nominando il nuovo garante.

Massimo il riserbo sui nomi, che non sarebbe comunque corretto divulgare prima della selezione della terna, ma a quanto è dato sapere non ci sarebbe nessuna candidatura “forte” o perlomeno già concordata in maggioranza, e la partita sarebbe ancora apertissima.

Secondo il regolamento comunale le tre persone selezionate dovranno essere «di indiscusso prestigio e di notoria fama nel campo delle scienze giuridiche, dei diritti umani, delle attività sociali negli istituti di prevenzione e pena e nei centri di servizio sociale».

Antonello Unida, revocato a dicembre con 17 voti sui 18 presenti (le opposizioni hanno abbandonato l’aula), con una coda polemica durata per giorni e le accuse di «non essere stato ascoltato dal Comune» ed «essere stato rimosso perché scomodo e difficile da gestire» era stato eletto il 6 novembre 2019 con 25 voti su 31 e alla prima votazione, gli altri due candidati per il ruolo erano Tiziana Satta e Francesco Mariano Dore. In quel caso le candidature arrivate erano solamente tre.

La sua rimozione ha provocato dure reazioni da parte delle opposizioni, che hanno abbandonato l’aula al momento del voto (secretato, come la seduta che si è tenuta a porte chiuse) accusando il sindaco di avere nominato un personaggio «che da anni ci aveva abituato a colorite performance, gettando nel ridicolo un’intera comunità, oltre che mortificando un istituto cosi delicato com’è quello dell’ufficio del garante dei diritti dei detenuti». Un duro scontro che difficilmente si ricomporrà nella prossima conferenza dei capigruppo, con la scelta della terna dei candidati che potrebbe dunque arrivare solo dalla maggioranza.

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