La Nuova Sardegna

Sassari

Il Ministero batte due colpi per la cittadella giudiziaria

di Giovanni Bua
Il Ministero batte due colpi per la cittadella giudiziaria

Lettere a Demanio e Corte d’Appello per riavviare il progetto nell’ex carcere

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SASSARI. Il ministero della Giustizia batte due colpi sul progetto della cittadella giudiziaria di San Sebastiano. E nel mentre continua a pieni giri la mobilitazione di ordini, associazioni, imprese e cittadini, per mettere in sicurezza il piano di riqualificazione da 22 milioni dell’ex carcere.

Ma partiamo da via Arenula, da cui nei giorni scorsi sono partite due comunicazioni “pesanti”. Una mossa promessa e attesa, annunciata in commissione Giustizia dalla sottosegretaria Anna Macina il 18 febbraio, che rispondendo all’interrogazione del presidente della commissione, il deputato M5s Mario Perantoni, aveva detto: «Il dicastero della Giustizia è in procinto di organizzare una riunione per verificare tempistica e fonti di finanziamento dell’ipotizzato intervento».

Una riunione che evidentemente si è tenuta e che ha prodotto i due atti. Il primo è una lettera inviata alla direttrice del Demanio regionale Rita Soddu, firmataria dell’accordo di programma del 2018 e tra le più convinte sostenitrici della riconversione dell’ex carcere, nella quale si chiede all’agenzia regionale di produrre un progetto di fattibilità tecnica ed economica aggiornato dell’intervento. La seconda è una comunicazione, anche questa recentissima, indirizzata al presidente della sezione distaccata della Corte d’Appello di Sassari, con «disposizioni riguardanti i prossimi appuntamenti e impegni per la ristrutturazione dell’ ex carcere San Sebastiano».

Atti preliminari certo, che confermano però che il piano di riqualificazione dell’ex carcere è uscito dal cassetto da cui era chiuso a doppia mandata. Con l’accordo di programma firmato nell’agosto 2018 tra Demanio, Regione, Comune e ministeri della Giustizia e delle Belle Arti che era stato disdettato nel dicembre 2020 e i finanziamenti previsti che avevano preso altre strade.

Poi, all’inizio di quest’anno, la Nuova ha acceso un riflettore sulle sorti del vecchio carcere. E svelato che per la vagheggiata riqualificazione non c’è più un euro, né uno straccio di progetto, in cassa. Da qui è montata una reazione imponente della società civile, imprenditoriale, politica della città. Che si è riunita, ha oliato tutti i canali, ha bussato a tutte le porte. Tra cui, per mano di Fabio Pinna e Gianfranco Ganau del Pd, quella della direttrice del Demanio regionale Rita Soddu, rientrata nell’Isola di recente, che forte del rinnovato entusiasmo e della coesione che intorno al “sogno” cittadella si è coagulata (e di cui lei stessa ha ammesso di avere «assoluto bisogno) ha tolto dal cassetto il piano e, come ha riferito la sottosegretaria: «Tenendo conto del rinnovato interesse alla riqualificazione, manifestato in sede di Conferenza permanente del 28 gennaio 2022, ha ribadito la necessità di ottenere il finanziamento necessario per l’intervento. Con una realizzazione per lotti funzionali». Invito accolto dal ministero retto da Marta Cartabia, che a rimesso in moto la macchina.

E, in attesa che gli atti preliminari si trasformino in azioni formali, non accenna a rallentare la macchina, guidata dall’ordine degli avvocati di Sassari, che mette insieme i vertici territoriali di Confcommercio, Confartigianato e Confesercenti, la Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa, insieme ai Centri commerciali naturali del centro della città, in rappresentanza di almeno 300 imprese, oltre a politici del territorio di tutti i livelli. Il gruppo segue con attenzione lo sviluppo degli eventi ed è pronto a scendere in campo per alzare di nuovo il livello di “pressione” e condivisione con una serie di iniziative.

Non si molla insomma, fino a quando il sogno rubato e rianimato non si trasformerà in una solida realtà.

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