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cronaca

«Uccido te e tuo figlio» condannato a tre anni

Mores, un 40enne aveva minacciato di morte la ex convivente e il bambino di lei L’uomo avrebbe anche sputato addosso alla donna e l’avrebbe insultata più volte


17 marzo 2022 di Nadia Cossu


SASSARI. Tre anni di carcere per quelle terribili minacce – rivolte a lei e al suo bambino – e per i maltrattamenti che era stata costretta a subire per troppo tempo dal suo ex convivente.

Il giudice Giuseppe Grotteria ha condannato un 41enne siciliano compagno di una donna di 44 anni che vive a Mores. Nel capo di imputazione un lungo elenco di accuse a carico dell’uomo. Un giorno le aveva mandato un messaggio sul telefonino: «Sto contattando più persone possibili di Mores, poi ne parliamo di persona, uccideremo tuo figlio... conserva questo messaggio, ti sto avvisando col mio nome e cognome... presto verrò a suonare a casa». Lei era piombata nel terrore, anche perché quell’uomo continuava a perseguitarla pur essendo sottoposto alla misura cautelare del divieto di dimora in Sardegna, obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla vittima. L’imputato era accusato anche di estorsione e violazione degli obblighi e dei divieti derivanti dal provvedimento che era stato emesso nei suoi confronti e che tra le altre cose prevedeva il divieto di contattare la ex compagna anche telematicamente. Cosa che lui invece fece più volte in una chat internet. Erano quasi all’ordine del giorno le chiamate vocali, i messaggi, gli insulti, le richieste di denaro, come se non bastassero quei soldi che era riuscito, sempre sotto minaccia, a farsi versare sulla propria carta Postepay. La donna, esausta dopo cinque lunghi anni di vessazioni, umiliazioni e maltrattamenti, si era rivolta all’avvocato Massimiliano Manca di Mores che l’ha assistita durante il processo che si è celebrato con il rito abbreviato.

L’incubo era iniziato nel momento in cui la 44enne si era rifiutata di consegnare i soldi che lui le chiedeva anche giornalmente. Denaro che gli sarebbe servito, questa la tesi emersa dalle indagini, per pagare i debiti di gioco. Erano partiti i primi insulti: «Sei una tro.., sei un rifiuto umano di mer.., hanno fatto bene i tuoi genitori a buttarti nella spazzatura e solo questi sardignoli di mer.. ti hanno raccolto per farti da schiava».

E ancora: «Sei un’infame egoista» mentre le lanciava contro una sigaretta accesa sputandole addosso e buttandole la cenere nel piatto dove stava mangiando. Un clima di terrore diventato insostenibile quando, poco prima dell’estate del 2019, una volta che la convivenza tra i due era finalmente finita, l’uomo non solo aveva continuato a chiederle denaro ma aveva cominciato a minacciare ancora più pesantemente lei e suo figlio dicendo che sarebbe venuto in Sardegna e avrebbe «pestato a sangue» il ragazzino.

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