La Nuova Sardegna

Sassari

Tribunale

Marito dormiva in auto: assolta la moglie imputata

di Nadia Cossu
Marito dormiva in auto: assolta la moglie imputata

Il fatto non sussiste: non ci furono maltrattamenti nei confronti del coniuge

27 gennaio 2023
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Sassari È stata assolta dal giudice Monia Adami la 49enne finita a giudizio per presunte violenze verbali e fisiche nei confronti del marito. Non ci furono maltrattamenti, “il fatto non sussiste” è scritto nella sentenza letta nella tarda mattinata di ieri in tribunale. Per quanto riguarda poi gli altri capi di imputazione contestati il giudice ha dichiarato di non doversi procedere perché c’è stata la remissione di querela da parte dell’uomo.

All’imputata, una 49enne difesa dall’avvocato Letizia Doppiu Anfossi, erano state rivolte accuse piuttosto pesanti. Per questo al termine della discussione il pubblico ministero Antonio Pala aveva chiesto la condanna a un anno e 4 mesi di reclusione per maltrattamenti, lesioni aggravate e violenza privata.

L’uomo, tra le altre cose, sarebbe stato costretto a dormire in auto e a vivere nello scantinato. E poi sarebbe stato offeso con parole del tipo: «Sei un figlio di put..., sei un ignorante pastore, perché tua madre ti ha partorito per terra».

I reati elencati nel decreto del gup che disponeva il giudizio facevano riferimento a un periodo compreso tra il 2015 e il 2017 quando tra l’uomo, un 55enne di un paese del Sassarese, e la moglie ci sarebbero state continue liti e discussioni anche per motivi insignificanti. Ma sentito in aula come persona offesa, il marito aveva fatto diversi passi indietro ridimensionando notevolmente le accuse nei confronti della moglie.

«Da giugno 2015 – scriveva il pm – l’imputata costringeva il coniuge a vivere nello scantinato-cucina dell’abitazione familiare e dal 21 marzo 2017 a dormire in auto». «Ci andavo di mia spontanea volontà per evitare discussioni con lei, per non litigare» aveva invece sostenuto lui. E ancora: «È vero che lei mi insultava ma anche io le rispondevo».

Sempre nello stesso anno la consorte lo avrebbe picchiato più volte «provocandogli un trauma contusivo al volto». Dopo pochi giorni da questo episodio avrebbe aggredito alle spalle il marito «colpendolo ripetutamente con un’arma da taglio prima alla schiena e poi alla coscia». Anche per questo l’uomo (assistito dall’avvocato Damiano Pinna) aveva dato la sua spiegazione: «Quel giorno mia moglie aveva un coltello in mano perché stava preparando da mangiare. Abbiamo litigato e sono rimasto ferito, non lo ha fatto intenzionalmente». Un’altra volta la donna avrebbe «danneggiato gli abiti dell’uomo tagliandoli a pezzi». Accusa confermata dalle sorelle dell’uomo che in aula avevano raccontato di un giorno in cui il loro fratello rientrò a casa con la maglietta rovinata e disse che era stata la moglie a tagliarla mentre erano in auto. Accogliendo la tesi dell’avvocato Letizia Doppiu Anfossi e prendendo atto delle dichiarazioni rese dal 55enne in aula il giudice ha assolto l’imputata.


 

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