La Nuova Sardegna

Sassari

Tribunale

Sassari, fa il pieno e l’auto si ferma: la ditta ora risarcirà il danno

di Nadia Cossu
Sassari, fa il pieno e l’auto si ferma: la ditta ora risarcirà il danno

Acqua nel carburante della vettura di un carabiniere di Ozieri, il giudice condanna la società fornitrice

22 ottobre 2023
3 MINUTI DI LETTURA





Sassari Due rifornimenti di carburante nella stessa stazione di servizio, nella zona industriale di Predda Niedda, a distanza di due settimane l’uno dall’altro. Il pieno in entrambi i casi. Ma a un certo punto l’auto comincia ad avere problemi, prima strani rumori provenienti dal motore, poi perdite di pressione “a singhiozzo” finché non si accende una spia, il motore perde potenza e la macchina si ferma. Il verdetto dell’officina arriva dopo accurate verifiche elettroniche: «Il carburante nel serbatoio – dice il meccanico al proprietario del veicolo, un carabiniere di Ozieri – era completamente contaminato da acqua».

Uno “scherzetto”, come lo ha definito il protagonista di questa vicenda, costato la bellezza di oltre cinquemila euro di danni. Perché quel gasolio sporco ha compromesso pompa e iniettori causando un esborso notevole di denaro. Ma il proprietario del veicolo, che si era rivolto all’avvocato Ivan Golme per ottenere giustizia, ora riavrà indietro i suoi soldi. Il giudice civile del tribunale di Sassari Elisabetta Carta, infatti, accogliendo la domanda del legale, ha condannato la società di distribuzione del carburante – che all’epoca gestiva la stazione di servizio “incriminata” – a risarcire il danno patito dall’automobilista, con gli interessi. Per un totale di 6.375 euro oltre al pagamento delle spese legali.

Il giudice, nelle motivazioni della sentenza, aveva evidenziato l’attendibilità delle prove contenute nel ricorso. Tra cui la testimonianza del titolare dell’officina che aveva preso in carico il mezzo. Il meccanico aveva precisato che la macchina, una Opel Mokka, era arrivata da lui con una spia accesa, avevano effettuato dei prelievi di carburante, fatto la diagnosi e verificato che il problema era causato dal gasolio contaminato da acqua. Aveva anche aggiunto che l’autovettura aveva il pieno tanto che avevano provveduto a svuotare dal serbatoio circa 40 litri di gasolio. E il carburante era visivamente – «cioè alla stessa semplice vista» – contaminato considerato che era in un secchio trasparente «e l’acqua stava giù e il gasolio su».

Alla luce di questi elementi e, in particolare (come scrive nella sentenza il giudice Carta): della prova del funzionamento del mezzo prima del rifornimento (considerato che il mancato utilizzo della macchina nel periodo antecedente alla scoperta del danno è dimostrato dalle dichiarazioni testimoniali del figlio dell’automobilista e dalla circostanza che il serbatoio fosse ancora pieno di gasolio); dell’avaria sopraggiunta pochi giorni dopo, quando la vettura è stata riutilizzata dal proprietario; del riscontro durante la verifica in officina di presenza di acqua nel gasolio all’interno del serbatoio; del danneggiamento di parti meccaniche/elettroniche interessate proprio dal passaggio del carburante impuro, «non vi può essere – si legge nella sentenza – alcun ragionevole dubbio circa la sussistenza del nesso causale tra la prestazione di vendita del carburante e i danni lamentati, essendo chiara la sequenza temporale ed eziologica dei singoli fenomeni».

L’avvocato Golme sottolinea l’importanza di «denunciare questi fatti, contestare subito i danni riscontrati, munirsi di relazione dettagliata dei danni da un’officina meccanica, (danni che possono emergere anche dopo diversi giorni perché dipende dal tipo di auto) e rivolgersi a un legale per la richiesta risarcitoria».


 

In Primo Piano
Viaggi da incubo

Napoli-Olbia cancellato, il racconto di un passeggero: «Abbandonati da easy Jet senza assistenza»

di Serena Lullia

Video

Salmo libera in mare l'aragosta proposta al ristorante: "Ci siamo guardati negli occhi, non ho potuto mangiarla"

Le nostre iniziative