Farmaco salvavita introvabile: «Lo spedirò io da Cagliari»
Il bel gesto di solidarietà per la 67enne operata di tumore
Sassari La solidarietà non conosce confini né distanze, nel caso specifico ha attraversato tutta l’isola da nord a sud, da Sassari a Cagliari. È da qui che ieri mattina è arrivata nella redazione della Nuova Sardegna la telefonata di una signora.
Dopo aver letto l’articolo pubblicato sul nostro giornale che raccontava l’odissea di una donna impossibilitata a curarsi per l’irreperibilità di un farmaco salvavita, ha voluto offrirle il suo aiuto. «Ho due confezioni di Creon 10000, posso spedirle, a me non servono più».
Parole che hanno commosso la 67enne di Santa Maria Coghinas che ha potuto mettersi in contatto con la generosa signora di Cagliari per ricevere i medicinali. Per capire l’entità di questo importantissimo gesto di altruismo bisogna fare un passo indietro. Maria Antonia, che vive nel piccolo paese dell’Anglona, nel 2006 è stata sottoposta a un intervento di resezione della testa del pancreas a causa di un tumore.
L’operazione ha compromesso la funzionalità della ghiandola e per sopperire alla carenza di enzimi la 67enne di Santa Maria Coghinas da diciassette anni è costretta ad assumere il Creon 10000 (capsule di enzimi) più o meno cinque volte al giorno. Ma recentemente ha scoperto che il farmaco, classificato come “salvavita”, non si trova più in nessuna farmacia. E a quanto pare non solo in Sardegna.
Per questo due giorni fa ha lanciato un appello per capire cosa succederà, in assenza di un medicinale alternativo, a lei e a quelle persone che, nella sua stessa condizione, devono prendere il Creon tutti i giorni se vogliono continuare a vivere. La voce di Maria Antonia ha attraversato la Sardegna fino ad arrivare nel capoluogo. Qui la signora che ha contattato La Nuova ha pensato bene di fare un grande gesto di solidarietà.
«Circa sette mesi fa – racconta al telefono – ho interrotto la terapia con il Creon 10000 che stavo facendo per via di una brutta pancreatite. Un paio di anni fa ero stata male, inizialmente anche nel mio caso si era temuto il peggio. Per fortuna non si trattava di un tumore ma comunque il pancreas era in grande sofferenza, si trattava di una patologia autoimmune, poi è subentrata anche una vasculite con ulteriori problemi».
Fortunatamente la cura ha fatto effetto: «Avendo il mio pancreas ripreso a “funzionare” non ho più necessità degli enzimi e così leggendo la storia della signora di Santa Maria Coghinas ho pensato di farle sapere che io ho due confezioni di Creon. Una in scadenza a febbraio e l’altra a marzo. So che non risolvono il problema ma almeno ha la copertura del farmaco per altri due mesi». Una manna dal cielo, anche perché la 67enne di Santa Maria, per evitare di ritrovarsi senza più scorte, stava riducendo l’assunzione giornaliera.
L’irreperibilità del farmaco, che l’Aifa ha già inserito nel lungo elenco dei “medicinali carenti”, dovrà in qualche modo e urgentemente essere affrontata. E risolta soprattutto. Va bene febbraio e va bene marzo – nel caso di Maria Antonia – ma dopo cosa accadrà? La risposta nelle farmacie è sempre la stessa: «Creon non c’è più». Non è in produzione, eppure la vita di parecchie persone dipende dalla sua somministrazione.
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