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Sassari

Il taglio del nastro

L’ex mattatoio di Sassari ritorna alla città

di Giovanni Bua
L’ex mattatoio di Sassari ritorna alla città

Oggi, giovedì 21, la consegna all’Accademia che lo avrà in comodato d’uso trentennale, in occasione della giornata di studi dedicata ad Antonio Bisaccia

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Sassari «Antonio Bisaccia era un visionario. Che ha portato avanti il suo obiettivo di piena Universitas senza censure tra creatività, ricerca e formazione.  L’alta formazione artistica e musicale. Oggi siamo qui per continuare il suo percorso». Così il presidente dell’Accademia di Belle Arti Giorgio Aneddu ha aperto i lavori della giornata di studi dedicata al direttore dell’Accademia, scomparso un anno fa.

Giornata resa preziosa dalla consegna, avvenuta oggi giovedì 21, del complesso dell’ex mattatoio, concesso in comodato d’uso trentennale dal Comune. «Un complesso di quasi 7mila metri quadri - ha spiegato il sindaco Nanni Campus - che non poteva avere destinazione d’uso migliore. Diventando luogo di formazione per l’Accademia, eccellenza a livello regionale e nazionale e anche luogo di crescita per tutta la città. Nel 2000 io ho chiuso il vecchio mattatoio. Il progetto di recupero è iniziato con la giunta Ganau e oggi, dopo oltre 20 anni, lo portiamo con orgoglio a compimento».

I lavori del ex mattatoio sono completati al 70 per cento e verranno ultimati dall’accademia con fondi ministeriali. «I bellissimi locali ospiteranno laboratori legati alle arti visive  e la scuola abilitante di restauro unica in tutta la Sardegna, che sarà ospitata nella stecca adiacente ia via Diaz - spiega il direttore dell’Accademia Daniele Dore -  Daremo così spazio ai nostri studenti che negli ultimi anni sono arrivati a toccare punte di 600, con un’offerta variegata con forte richiesta per i settori della scenografia e delle nuove tecnologie. Avremo poi a disposizione il teatro nel quale potremmo lavorare con le tante associazioni che già collaborano con noi. E realizzare produzioni teatrali con i nostri studenti. C’è poi la parte relativa alla ristorazione. Che renderà ancora più permeabile un luogo che sarà a disposizione dell’accademia ma soprattutto della città».

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