La Nuova Sardegna

Sassari

Verso la Faradda

Braccianti, tamburo e ottavino del Gremio apriranno la Discesa dei Candelieri

di Luca Fiori
Braccianti, tamburo e ottavino del Gremio apriranno la Discesa dei Candelieri

Gianluca Lintas e Giuseppe Carta il 14 agosto alle 18 daranno il ritmo per il primo ballo della festa

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Sassari La città è pronta per la notte più attesa dell’anno e con essa torneranno le emozioni, i suoni e i colori di una tradizione che si rinnova da secoli. Tra i protagonisti della grande festa ci sarà il Gremio dei Braccianti, intitolato alla Madonna della Mercede, l’ultimo arrivato nella storica processione, ma già capace di lasciare un segno profondo. Saranno loro domani, 14 agosto, a dare il via alla festa di Sassari.

Il loro ingresso nella Faradda è relativamente recente: dal 2022, infatti, grazie alla votazione unanime del Consiglio comunale di Sassari, il Gremio della Mercede ha fatto il suo debutto nella discesa dei Candelieri.

E da allora, ogni 14 agosto, il candeliere dei Braccianti scende danzando accompagnato da due musicisti che sono diventati l’anima sonora di questo gremio: Gianluca Lintas e Giuseppe Carta.

Gianluca, 52 anni, è la memoria viva di questa tradizione. Gremiante dal lontano 1986, vanta quasi quarant’anni di appartenenza, quattro volte Obriere Maggiore e un amore mai sopito per l’ottavino, imparato sotto la guida del compianto Giuseppe Russo, lo storico pifferaio della Faradda.  Dal 1999, Gianluca suona nelle manifestazioni del gremio e nella notte del 14 agosto regala alla città le melodie che scandiscono il passo del candeliere: la danza, il ballo sardo, la raspa.

Al suo fianco, da tre anni, c’è Giuseppe Carta, 28 anni, tamburino ufficiale dei Braccianti. È lui che dà il tempo con il tamburo, seguendo le note dell’ottavino di Gianluca in un dialogo perfetto di suoni che trasformano il peso del legno in leggerezza, guidando la coreografia dei portatori. Non un semplice accompagnamento musicale, ma un battito che diventa anima della danza, l’energia che fa ondeggiare il candeliere e incendia le vie di emozione.

«La Faradda non si racconta, si vive» dice chi la conosce bene. E domani, quando la luce dei ceri si mescolerà al buio della sera, il candeliere dei Braccianti si farà strada tra la folla, seguendo il richiamo del tamburo e le note acute dell’ottavino. Due strumenti, due uomini, un solo cuore che batte al ritmo della tradizione.

Perché a Sassari, la notte del 14 agosto, ogni gremio è una storia. E quella dei Braccianti, tra sudore, fede e musica, è una storia giovane ma già immortale.

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