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Il caso

Al Corso poca luce e tanta desolazione: anche Halloween rischia di saltare

di Luca Fiori
Al Corso poca luce e tanta desolazione: anche Halloween rischia di saltare

I negozianti del centro chiedono l’intervento dell’amministrazione L’appuntamento con “Su Mortu Mortu” è in forse: «Il Comune ci dia una mano»

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Sassari Dalla parte alta del Corso, nel tratto compreso tra via Cesare Battisti e via Pais, si leva una richiesta d’aiuto, da parte di chi ci lavora da anni e non si vuole arrendere alla desolazione che puntualmente si ripresenta con la fine dell’estate. L’arrivo dell’autunno e le giornate sempre più corte hanno riproposto il problema della scarsa illuminazione tra le vetrine e quello della fuga dei sassaresi verso i centri commerciali.
Quest’anno ai soliti problemi che i titolari delle attività denunciano con forza - preoccupati sia per la sicurezza che per il futuro del commercio - si aggiunge il rischio concreto che una delle iniziative autunnali di grande successo - che negli ultimi nove anni aveva popolato il centro - salti per l’assenza degli storici organizzatori. «Quest’anno rischiamo di non poter organizzare nulla – spiega Barbara Cabras, titolare della “Merceria Coda” – manca l’associazione che in passato si occupava di coordinare gli eventi, e soprattutto mancano i fondi, perché noi commercianti da soli non riusciamo a coprire tutte le spese. Sarebbe un grande dispiacere per tutta la città, perché la serata “Su Mortu Mortu - il nostro Halloween” era diventata un appuntamento molto atteso». La festa ha sempre attirato migliaia di bambini e famiglie nel centro della città, ma il rischio è che quest’anno nessuno si prenderà l’onere di organizzarla. 
«La situazione è difficile – racconta Valentina Satta di “Tempesta Store” – le strade qui sono poco illuminate, e questo rende l’atmosfera fredda e poco accogliente. I clienti lo notano, e per noi da una certa ora diventa più complicato lavorare. Di sera, poi, la scarsa luce crea anche preoccupazione per la sicurezza». 
Stefania Carboni del negozio di scarpe Flauto aggiunge: «Noi commercianti siamo sempre pronti a dare una mano, ma non possiamo sostenerci da soli. Non parliamo solo di una festa: si tratta di occasioni che animano le strade e portano persone nel centro storico».
Per Anna Zawilowska di “A.R.12” la questione riguarda il futuro stesso del Corso alto: «Il buio e l’assenza di iniziative ci penalizzano tantissimo. Qui ci sono attività che resistono con fatica, ma senza interventi concreti rischiamo di spegnere una parte della città. Servono più luce, più sicurezza e progetti culturali che rendano di nuovo viva questa zona». Anna Marino, titolare dell’omonima gioielleria conclude: «Siamo pronte a collaborare, ma serve un impegno da parte dell’amministrazione e dei sassaresi che non devono dimenticarsi di questa zona della città». C’è un mese di tempo per provare a non interrompere una tradizione che seppur recente stava prendendo piede. «E poi chiediamo di non restare al buio – ribadiscono le commercianti – il centro storico deve vivere, non spegnersi».
 

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