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La città che cambia

Sassari, il grande parco di via Baldedda rinascerà grazie ai cittadini: i dettagli del progetto innovativo

di Davide Pinna
Sassari, il grande parco di via Baldedda rinascerà grazie ai cittadini: i dettagli del progetto innovativo

Presentata l’iniziativa promossa da Officine Condivise insieme al Comune

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Sassari Per fare un albero, ci vuole un seme, lo sanno anche i bambini. E per riqualificare uno spazio pubblico che non se la passa troppo bene? Occorrono un finanziamento, un progettista, anni di lavori... e poi sperare che i cittadini lo sentano loro, altrimenti il rischio è che venga abbandonato ai vandali.

Oppure no, la prospettiva può essere ribaltata e i cittadini possono essere trasformati in protagonisti della riqualificazione, e non semplici comparse che attendono la fine del cantiere e il taglio del nastro. È il senso di Work in Poliss, l’esperimento lanciato da Officine Condivise e Comune di Sassari per dare nuova vita agli spazi del Centro Poliss di via Baldedda 15.

Il luogo

Un luogo che non è abbandonato, questo bisogna specificarlo: metà dell’edificio, nato negli anni Trenta come centro di accoglienza per i figli dei detenuti, è la sede sassarese di Centri in Rete, il progetto per i giovani dagli 11 ai 24 anni di Sassari, Sorso, Porto Torres e Stintino. L’altra parte è vissuta proprio da Officine Condivise, con un laboratorio di falegnameria e due spazi dedicati alle attività. Ma poi c’è un bellissimo giardino, con alberi da frutto, serre didattiche, un campo sportivo polifunzionale, un piccolo anfiteatro è un fabbricato perfetto per ospitare salette musicali.

Tutti spazi che oggi non vengono utilizzati e che il progetto vuole far rinascere. Luoghi di aggregazione di cui i quartieri che ruotano attorno al Monte Rosello hanno un bisogno disperato. E saranno proprio i cittadini i protagonisti del progetto di riqualificazione di questi spazi, finanziato originariamente dalla Fondazione Baggi-Sisini con 150mila euro e poi integrato con altri 150mila da parte della Fondazione Con il Sud. Si svilupperà nell’arco di quattro anni e a realizzare le opere che cambieranno il volto del Centro Poliss, attraverso più di 40 laboratori che potrebbero coinvolgere più di mille persone, saranno proprio i cittadini.

Il calendario

Il 2026 sarà dedicato ai lavori sull’ingresso di via Baldedda e sulla segnaletica, con l’obiettivo di connettere il centro con la città e trasformarlo in un punto di riferimento anche dal punto di vista visivo. Nel 2027, il recuperò riguarderà invece il bel giardino esterno: al centro del progetto, le serre abbandonate che ospiteranno un orto didattico, immerso in un frutteto dove troverà posto anche una casa del the.

I lavori in programma nel 2028, invece, si concentreranno sul campetto polifunzionale in disarmo e sulla trasformazione di tutta l’area esterna in un parco giochi diffuso. Nel 2029, infine, spazio alla musica e agli spettacoli, con il recupero del fabbricato confinante con il campo della Lanteri, che ospiterà sale prova e laboratori per la didattica musicale, e della piccola arena che si trova accanto, che potrà diventare luogo per spettacoli e cinema all’aperto.Un percorso di recupero lungo quattro anni, che vedrà protagonisti proprio i cittadini. Gli stessi che, dal 2030, dovranno continuare a prendersi cura di uno spazio rinato grazie al loro impegno. «Ma dobbiamo capire già da ora come fare in modo che, fra quattro anni, il progetto resti in piedi – ha sottolineato Paola Salvadori, responsabile del progetto per Officine Condivise -. Per questo nasce il Tavolo Rigenerazione e Sostenibilità (RiSo): un luogo di confronto fra i partner del progetto, il Comune e tutti i cittadini e le associazioni che vorranno non solo partecipare al progetto, ma anche contribuire con nuove idee, iniziative e proposte.

I partner

In programma anche tanti laboratori dedicati ad attività e mestieri della tradizione e non solo, ma anche eventi e spettacoli, grazie alla partnership con Le Ragazze Terribili. Gli altri partner sono il Centro per la Giustizia minorile, l’Emporio della Solidarietà e 4 esse per l’inclusione nel percorso di partecipanti vulnerabili; l’associazione culturale Orizzontale per la progettazione architettonica e il dipartimento di Architettura dell’Università di Sassari per il supporto nella fase di progettazione.

Le parole

«La rigenerazione dei luoghi non può essere un processo asettico, ma deve coinvolgere cittadine e cittadini» ha detto il sindaco Giuseppe Mascia, durante la presentazione dell’iniziativa. Accanto a lui l’assessora delle Politiche sociali Lalla Careddu: «Mettiamo il Centro Poliss, luogo di straordinarie potenzialità, a disposizione dell’intera comunità, proseguendo nel percorso di riaperture che sta caratterizzando il nostro mandato». «Immaginiamo il Poliss come un luogo in cui si costruisce e si impara facendo, attraverso percorsi di formazione e cantieri di autocostruzione: qui è il contenuto a generare il contenitore, sono le persone, le attività e i percorsi a dare forma allo spazio, non il contrario» ha aggiunto Salvadori. «L’architettura, in questo senso, ha un ruolo sociale fondamentale: creare spazi che la comunità possa riconoscere come propri e utilizzare davvero nella vita quotidiana» ha concluso l’architetta Nasrin Mohiti Asli, socia e fondatrice di Orizzontale.

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