Sassari, è morto il professore Mauro Visentin. La lettera di un allievo: «Pensatore brillante, insegnava con gioia»
Docente di filosofia teoretica nell’ateneo turritano, il ricordo: «Era tra i principali studiosi di Croce e Gentile»
Sassari È scomparso il professore Mauro Visentin, docente ordinario di filosofia teoretica all’università di Sassari. Romano, laureato in Filosofia alla Sapienza nel 1976 con Lucio Colletti. Nel corso della sua carriera ha trascorso periodi di studio in Germania, è intervenuto, come relatore ufficiale a convegni su temi legati ai suoi interessi scientifici, ha tenuto lezioni e seminari presso istituzioni accademiche e culturali di rilievo nazionale.
Scomparso sabato 26 febbraio, a ricordarlo è una lettera di Marco Mannazzu, studente sassarese che è stato suo allievo tra le mura accademica di Uniss: «Ho incontrato il professor Visentin nel 2018 mentre ero studente della magistrale di Filosofia a Sassari. Teneva infatti il corso di Filosofia Teoretica che in quell’anno aveva dedicato a Parmenide e al dibattito contemporaneo sul pensiero eleatico. In quelle lezioni mi accorsi di avere di fronte un pensatore fine e brillante, rigoroso, dal quale c’era molto da imparare. Allora decisi incuriosito di incontrarlo al ricevimento e sceglierlo come relatore della mia tesi di laurea. Da quel momento i colloqui che ho avuto con lui sono stati numerosi e hanno rappresentato per me un itinerario, la via d’accesso alla filosofia. Mauro Visentin è venuto a mancare sabato 26 febbraio 2026, a causa di un’emorragia cerebrale improvvisa e fulminante. Questo fatto riempie di tristezza me e tutti coloro che lo hanno conosciuto e stimato al Dipartimento di Storia. Visentin era una persona riservata, stava alla larga dai riflettori accademici o politici».
Così si legge nel ricordo carico di emozione dell’allievo, che prosegue: «Era completamente dedicato ai suoi studi, alle sue lezioni, ed era generoso nel condividere le sue ricerche con quegli studenti che desideravano conoscerle. L’attività filosofica di Visentin meriterebbe uno studio a sé stante, c’è delineata infatti la così definita “ontologia non metafisica”, culmine teoretico della tradizione del neoparmenidismo italiano, ci sono i suoi studi su Croce e Gentile per i quali è già riconosciuto come uno dei principali interpreti in Italia. Soltanto tre anni fa aveva concluso il suo ultimo corso prima del suo pensionamento e con altri studenti e colleghi siamo andati a cena nella trattoria del suo amico e compianto Gesuino. In quella occasione aveva confidato che stava scrivendo nuove riflessioni sulla gioia di vivere, un tema annunciato come nuovo e inaspettato per lui stesso considerate le sue classiche riflessioni sull’Essere e sulla mortalità dell’esistenza umana. Ecco, è così che vorrei ricordarlo: come un uomo che ha vissuto, pensato e insegnato con gioia».
.jpeg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=c6d9635)