Sassari, dal dolore per la perdita dei figli la forza di aiutare le detenute
L’associazione “La forza della vita Riccardo Simula” in campo per iniziative di solidarietà
Sassari Raccolta fondi in piazza, iniziative solidali, incontri in carcere e progetti per i giovani. Da cinque anni l’associazione dei genitori che hanno perso un figlio “La forza della vita - Riccardo Simula” è in prima linea a Sassari per trasformare il dolore in sostegno concreto.
Sabato mattina, per il quinto anno consecutivo, il gruppo è tornato - come ogni 21 marzo - in piazza d’Italia con un banchetto informativo per la “Giornata dei figli in Paradiso”, appuntamento simbolico e di sensibilizzazione organizzato in occasione dell’inizio della primavera.
In piazza sono state vendute piantine e vini della storica “Cooperativa agricola di Tissi” per raccogliere fondi destinati alle attività dell’associazione, tra cui l’organizzazione di un corso di autodifesa per studentesse e studenti delle scuole superiori.
«Siamo qui – spiega la presidente Brunella Seghenzi – per far sapere ai genitori che vivono questo dramma che non sono soli. La nostra missione è accoglierli e aiutarli, attraverso il confronto con chi vive la stessa esperienza, ad alleviare il dolore. La condivisione alleggerisce». Un impegno che negli anni si è strutturato sempre di più. Oggi attorno all’associazione ruotano circa una trentina di persone e oltre 25 famiglie seguite stabilmente. Nella sede di via Torino i genitori si incontrano ogni due settimane, affiancati da uno psicologo e da un consulente legale. «Molte persone – racconta Adelma Cassano – arrivano in condizioni molto critiche, spesso inviate anche da psichiatri. Il dolore resta, è incancellabile, ma insieme si impara anche a tornare a sorridere». Accanto al sostegno diretto, l’associazione porta avanti anche attività sociali. Nei giorni scorsi, in occasione della festa della donna, è stato organizzato un incontro nella sezione femminile del carcere di Bancali con 22 detenute e con la garante delle persone private della libertà. «Con una premessa – sottolinea Brunella Seghenzi – che il carcere a vita ce lo abbiamo noi, che dovremo convivere per sempre con un dolore immenso. Chi è in carcere vive un momento di difficoltà ma ha comunque la possibilità di rifarsi una vita e noi cerchiamo proprio di essere di aiuto a chi sta provando a trovare un’altra strada».
Negli anni la “Giornata dei figli in Paradiso” si è arricchita di contenuti. Oltre ai momenti di condivisione e memoria, sono stati proposti anche corsi di rianimazione e disostruzione delle vie aeree, strumenti concreti che possono salvare vite.
Non manca la dimensione simbolica, come il lancio dei palloncini verso il cielo, «il nostro modo di mandare un bacio ai nostri figli». Tra gli obiettivi futuri c’è anche quello di istituire il 21 marzo come giornata nazionale dedicata ai genitori che hanno perso un figlio, mentre prosegue il lavoro per allargare la rete di sostegno anche fuori Sassari e raggiungere nuove famiglie che vivono lo stesso dramma.
