Allarme rosso all’Aou di Sassari: dirigenti medici pronti allo sciopero – Le motivazioni
La tensione cresce ulteriormente in vista della visita di Alessandra Todde al reparto infermieristico
Sassari Allarme rosso all’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Sassari, i dirigenti medici proclamano lo stato di agitazione e lanciano un avvertimento chiaro: senza risposte immediate sarà inevitabile lo sciopero, a difesa dei diritti contrattuali, economici e della dignità professionale. La tensione cresce ulteriormente in vista dell’incontro previsto per martedì 31 marzo, quando la Presidente della Giunta Regionale, Alessandra Todde, dovrebbe recarsi a Sassari per incontrare il reparto infermieristico. I medici hanno annunciato l’intenzione di presentarsi all’incontro per far conoscere direttamente le proprie ragioni e portare all’attenzione istituzionale la situazione critica della dirigenza medica dell’Aou.
In una nota i medici sassaresi denunciano un progressivo e inaccettabile svilimento del ruolo della dirigenza, con mancata corresponsione dei premi di risultato a partire dal 2023, senza alcuna garanzia sui tempi di pagamento, e con i premi degli anni 2013-2017 ancora bloccati in contenziosi legali. Si aggiungono la cancellazione unilaterale di ore lavorative maturate, spesso senza giustificazione, ritardi gravi nell’erogazione dei buoni pasto e livelli di premio di risultato molto inferiori rispetto ad altre aziende sanitarie, evidenziando una disparità ingiusta e offensiva. I medici sottolineano come tutto questo comprometta il riconoscimento professionale, la motivazione e la dignità del lavoro, trasformando un ruolo strategico in un’attività sempre più svilita.
Per affrontare questa emergenza, insieme alle Organizzazioni Sindacali, invieranno una richiesta di intervento alla Presidente della Giunta Regionale della Sardegna, Alessandra Todde, chiedendo il pieno riconoscimento delle somme dovute, la restituzione trasparente del credito orario, il rispetto delle norme contrattuali e l’adeguamento dei premi agli standard delle altre aziende sanitarie. I medici avvertono che, se la Regione non interverrà rapidamente, saranno intraprese ulteriori iniziative di mobilitazione fino allo sciopero, ribadendo la necessità della massima partecipazione di tutti i colleghi affinché la loro posizione sia forte, unitaria e rappresentativa, capace di esercitare pressione politica e istituzionale. Il quadro descritto dai medici è quello di una situazione critica, insostenibile e inaccettabile, che mina equità, trasparenza e rispetto del lavoro, richiamando con urgenza l’attenzione della comunità, della politica e delle istituzioni.
