La Nuova Sardegna

Sassari

La nomina

Unione italiana ciechi e ipovedenti, Francesco Santoro è il nuovo presidente regionale

Unione italiana ciechi e ipovedenti, Francesco Santoro è il nuovo presidente regionale

Raccoglie il testimone da Simona Trudu, chiamata a ricoprire l’incarico di coordinamento nazionale su temi come prevenzione e riabilitazione visiva

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La lotta alle patologie oculari in Sardegna cambia passo e mette radici a Sassari. La notizia arriva direttamente da Roma, dove la Direzione Nazionale della Fondazione Ag. Int.le Prevenzione Cecità - IAPB Italia Ets, presieduta da Mario Barbuto, si è riunita per rinnovare i coordinamenti regionali. Per la Sardegna, la scelta è caduta su Francesco Santoro, attuale Presidente territoriale della sezione UICI di Sassari.

Santoro raccoglie il testimone dalla Consigliera Nazionale Simona Trudu, chiamata a ricoprire l'incarico di coordinamento nazionale su temi cruciali quali la prevenzione e la riabilitazione visiva. Un avvicendamento che non è solo formale, ma che premia un modello di gestione del territorio virtuoso.

Questa nomina è il frutto del lavoro svolto dal Presidente Santoro e dalla Sezione territoriale di Sassari UICI, svolto negli ultimi anni, sia all'interno del COS Centro Oculistico Sociale presente nella sede di via Quarto ed in collaborazione con le associazioni del terzo settore che si occupano di disagio sociale, sia con i progetti di prevenzione svolti nei comuni e nelle scuole di ogni ordine e grado della provincia.

Nel ringraziare la Direzione Nazionale e Simona Trudu per il lavoro svolto, il neo-coordinatore Francesco Santoro ha tracciato una linea chiara per il prossimo mandato. L’obiettivo prioritario è colmare un vuoto normativo e assistenziale: la creazione di servizi di riabilitazione visiva, ad oggi assenti nel sistema sanitario regionale sardo.

«Questa opportunità – ha dichiarato Santoro – permette alla IAPB Italia di interloquire con la Regione Autonoma della Sardegna per avviare progettualità concrete. Dobbiamo abbattere le barriere della distanza e dell'isolamento geografico che troppo spesso penalizzano i cittadini sardi. La prevenzione non deve essere un privilegio di chi vive in città, ma un diritto garantito in ogni angolo del nostro territorio».

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