La Nuova Sardegna

Sassari

La sentenza

Bollette dell’acqua in Sardegna: la corte d’appello dichiara legittimi i conguagli di Abbanoa – Cosa è successo

di Nadia Cossu
Bollette dell’acqua in Sardegna: la corte d’appello dichiara legittimi i conguagli di Abbanoa – Cosa è successo

Ribaltato il verdetto di primo grado del tribunale di Nuoro che nel 2023 aveva dato ragione all’Adiconsum

3 MINUTI DI LETTURA





Sassari La lunga battaglia legale sulle bollette dell’acqua in Sardegna segna una svolta decisiva. La corte d’appello di Sassari (presidente Maria Grixoni, a latere  Cinzia Caleffi e Cristina Fois) ha infatti accolto il ricorso di Abbanoa, ribaltando la sentenza del Tribunale di Nuoro del 2023 e riconoscendo la legittimità dei conguagli richiesti agli utenti per le cosiddette “partite pregresse” relative agli anni dal 2005 al 2011.

La vicenda nasce dall’azione promossa da Adiconsum Sardegna, che aveva citato in giudizio Abbanoa chiedendo di accertare che gli utenti del servizio idrico integrato non fossero tenuti a pagare gli importi richiesti a titolo di conguaglio, fatturati nel 2016. Secondo l’associazione dei consumatori, quelle somme erano illegittime; in subordine veniva invocata la nullità parziale dei contratti per indeterminatezza dell’oggetto e, in ulteriore subordine, la prescrizione dei crediti maturati fino al 2010.

L’associazione chiedeva inoltre misure concrete, come lo stop alle richieste di pagamento, la pubblicazione della decisione sui giornali e l’applicazione di sanzioni in caso di inadempimento.

In primo grado il Tribunale di Nuoro aveva dato ragione ai consumatori. Con la sentenza n. 259/2023 aveva ordinato ad Abbanoa di cessare ogni richiesta di pagamento relativa ai conguagli 2005-2011 e prevedendo una sanzione di 516 euro per ogni violazione. Il giudice aveva ritenuto che i conguagli fossero ammissibili solo in presenza di costi imprevisti e imprevedibili, circostanza che, secondo il Tribunale, non era stata dimostrata dalla società.

Abbanoa ha però impugnato la decisione sostenendo, tra le altre cose, che Adiconsum Sardegna non fosse legittimata ad agire, che l’azione inibitoria fosse stata utilizzata in modo improprio e che i conguagli fossero invece legittimi, in quanto determinati dall’autorità competente, l’Ente di governo dell’ambito della Sardegna (Egas), sulla base di criteri approvati dall’Autorità nazionale di regolazione (oggi Arera.

Nel frattempo, un elemento decisivo ha cambiato il quadro: la sentenza delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione del maggio 2025, chiamata a risolvere un contrasto giurisprudenziale proprio sulla legittimità dei conguagli tariffari. La Suprema Corte ha stabilito che tali conguagli possono essere legittimi anche se richiesti a distanza di anni, purché coerenti con il sistema tariffario vigente all’epoca, il cosiddetto “metodo tariffario normalizzato”. Non è quindi necessario dimostrare che si tratti esclusivamente di costi imprevisti e imprevedibili: ciò che conta è che gli importi siano giustificati secondo i criteri tariffari allora applicabili.

Alla luce di questo nuovo orientamento, la Corte d’Appello ha riesaminato il caso e ha dato ragione ad Abbanoa. La Corte ha inoltre respinto l’eccezione di prescrizione sollevata da Adiconsum. I giudici hanno precisato che il termine quinquennale decorre dal momento in cui il credito viene determinato dall’autorità competente, quindi dal 2014, e non dagli anni a cui si riferiscono i consumi. Considerato che le fatture sono state emesse nel 2016, il credito non può considerarsi prescritto.

Primo Piano
Il giallo

Morte di William Manca, nuovi accertamenti sui cellulari di 5 persone: cosa sappiamo

Le nostre iniziative