La Nuova Sardegna

Sassari

L’inchiesta

Sassari, nuove accuse per la baby gang dei Maranza: uno di loro è il presunto autore del pestaggio in piazza Mercato – Cosa sappiamo

di Luca Fiori
Sassari, nuove accuse per la baby gang dei Maranza: uno di loro è il presunto autore del pestaggio in piazza Mercato – Cosa sappiamo

Individuato dalla polizia il presunto responsabile del massacro in piazza Mercato: il gip ha confermato i tre arresti

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Sassari Si aggrava la posizione dei tre minorenni appartenenti alla baby gang che per settimane - all’inizio di quest’anno - aveva seminato violenza tra il centro e la periferia di Sassari, e cominciano a delinearsi con maggiore precisione i ruoli all’interno del gruppo.

Tra loro sarebbe stato individuato anche il presunto responsabile del brutale pestaggio ai danni di Andrea Coroforo, il calciatore 23enne massacrato di botte lo scorso 7 febbraio in piazza Mercato, nel centro della città. Del brutale pestaggio viene accusato un 15enne sassarese, arrestato qualche giorno fa dagli investigatori della Squadra mobile, che hanno contestato nuove accuse anche ai due minorenni arrestati a fine febbraio, con l’accusa di aver creato una baby-gang, ispirata alle bande milanesi note come “Maranza”.

Ieri mattina i tre indagati, tutti classe 2010 e attualmente rinchiusi in comunità, sono comparsi davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale per i minorenni di Sassari, Elisa Marras, per l’interrogatorio di garanzia. Al termine dell’udienza, il gip ha confermato per tutti la misura cautelare del collocamento in comunità, ritenendo sussistenti le esigenze cautelari e il quadro indiziario raccolto dagli investigatori della questura, coordinati dal dirigente Michele Mecca
Davanti al giudice, però, nessuno dei tre ha fornito elementi utili a chiarire i fatti. Il 15enne accusato del pestaggio di piazza Mercato, difeso dall’avvocata Federica Petretto, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Gli altri due, assistiti dagli avvocati Gabriela Pinna Nossai e Carlo Pinna Parpaglia, hanno invece dichiarato di non ricordare con precisione quanto accaduto. A tutti e tre viene contestata una rapina ai danni di un coetaneo, al quale sarebbero stati sottratti 5 euro dopo averlo minacciato con una sigaretta accesa usata come strumento di intimidazione. «Dammi qualche soldo sennò ti brucio», gli avrebbero detto, bloccandolo e costringendolo a consegnare il denaro per paura.

Un episodio che la Procura dei minori contesta come rapina aggravata, sia per l’uso di un mezzo ritenuto idoneo ad offendere sia per l’azione compiuta in gruppo. Il fatto più grave - racchiuso nella nuova ordinanza di custodia cautelare - è però proprio il pestaggio del 7 febbraio scorso. Il 15enne arrestato dalla polizia è accusato di aver colpito il calciatore «con calci sferrati alla testa quando il giovane era già a terra, dopo essere stato colpito da altri componenti del branco. Un’aggressione feroce, compiuta insieme ad almeno altri cinque o sei ragazzi, iniziata con frasi provocatorie - “cosa ci fai qui?” e culminata in un pestaggio che aveva provocato alla vittima la frattura del ramo mandibolare sinistro, con una prognosi di 60 giorni».

Contestato alla baby gang anche un tentativo di rapina ai danni di altri due giovani, braccati e intimiditi con spintoni e minacce. In un caso, uno dei ragazzi sarebbe stato costretto a saltare per dimostrare di non avere monete con sé, mentre un altro era riuscito a fuggire evitando conseguenze peggiori. Gli episodi, tutti concentrati nella stessa giornata del 7 febbraio, rappresenterebbero solo una parte del quadro investigativo che si sta arricchendo di nuovi elementi. Gli inquirenti ritengono che i tre indagati facessero parte di un gruppo più ampio, una baby gang composta da una ventina di giovanissimi, molti dei quali presenti come spettatori durante le aggressioni.

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