L’abbraccio di Chiaramonti a monsignor Francesco Soddu
Il nuovo arcivescovo metropolita di Sassari oggi, domenica 26 aprile, in visita nel suo paese natale
Chiaramonti Un ritorno alle origini quello di oggi, domenica 26 aprile, per monsignor Francesco Antonio Soddu, accolto con calore dalla comunità di Chiaramonti dove il nuovo arcivescovo metropolita di Sassari è nato il 24 ottobre 1959.
«Ovunque mi sento a casa ma qui lo sono veramente» aveva pronunciato in occasione della sua precedente visita al paese natìo. Lo ha ricordato il parroco don Angelo Farina prima della celebrazione da parte del vescovo nella sua parrocchia di provenienza. «Qui sono le sue radici» ha affermato don Angelo ricorrendo alla similitudine dell’albero per sottolineare il ritorno di un figlio tanto importante della comunità proprio dove la sua storia è iniziata: alla stessa fonte battesimale e alla chiesa che poi a 10 anni lo ha visto cresimando e da cui è nata la sua vocazione. È stato un abbraccio corale che l’ora arcivescovo Soddu ha ricambiato con lo stesso calore, destinando il suo sorriso e lo sguardo sereno a quanti ha potuto salutare fin dal suo arrivo.
Ad accoglierlo all’ingresso del paese, nel rione La Croce di fronte alla chiesa del Cristo Re, c’erano tutti i rappresentanti della società: l’attuale e gli ex parroci della parrocchia e altri di quelle vicine, il sindaco Luigi Pinna e quelli dell’Anglona, le autorità militari e civili di Sassari e del territorio, le associazioni locali, tantissima gente comune e bambini. C’è stato l’abbraccio con il padrino di cresima, con i familiari, con gli amici lasciati in gioventù, oltre che i saluti con i parroci e le autorità. Il ricongiungimento con i luoghi e i ricordi che sicuramente don Francesco, all’indomani della sua ordinazione sacerdotale, il 27 aprile del 1985, aveva portato con sé per ritrovarli e ritornarvi da arcivescovo di Sassari a una settimana dall’aver preso possesso canonico della Diocesi, lo scorso 18 aprile. Dopo l’accoglienza e i saluti, monsignor Soddu è stato accompagnato in processione alla chiesa parrocchiale di San Matteo Apostolo, senza esimersi dal salutare i tanti compaesani, soprattutto le persone anziane, che lo hanno atteso lungo il cammino.
Dopo le parole di saluto, prima dell’omelia, don Angelo ha fatto dono all’arcivescovo di un’opera del maestro Salvatore Pio Pacelli: una effige che raffigura la beata Vergine del Carmelo, a cui Soddu è sempre stato molto devoto, con accanto il patrono San Matteo e Santa Giusta e in alto i due stemmi della Diocesi e della Parrocchia. «La sua storia è un esempio forte anche per i giovani» ha detto il sindaco Luigi Pinna ripercorrendo i passi dell’arcivescovo e facendogli dono di una targa ricordo da parte dell’amministrazione: «Siamo sicuri che con il suo ministero darà valore e nuova energia alla Diocesi e sarà una figura di riferimento importante per la comunità».
Hanno fatto seguito gli omaggi da parte degli alunni della scuola primaria che hanno preparato disegni raffiguranti i luoghi simbolo di Chiaramonti. Nella sua omelia l’arcivescovo ha preso spunto dalla parabola del Buon Pastore nella domenica dedicata alle vocazioni: «Come il Buon Pastore io vorrei chiamarvi tutti per nome nel ringraziarvi» e ha raccontato un aneddoto capitatogli mentre era vescovo di Terni «spesso sbagliamo l’obiettivo nel cercare la porta giusta da passare, ma siamo tutti figli di Dio e, come dice papa Leone, ciascuno di noi è fratello. La radice del cristiano è l’umiltà e il primo gesto è la preghiera e la fede. Il bene che ci auguriamo deve passare attraverso il bene che facciamo nella nostra vita per portare la pace. Mi affido alla Provvidenza perché il Signore attraverso di me faccia cose grandi, con la preghiera, la meditazione è l’aiuto vostro. Affinché io possa continuare a rispondere sì tutti i giorni alla chiamata».
E dopo un ricordo dei suoi anni alla Caritas diocesana da parte di Franco Sechi, monsignor Soddu ha salutato tutti dicendo «la sera fatevi il segno della croce e io ogni sera vi darò la mia benedizione».
