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Sassari, Anna Foa racconta “Il suicidio di Israele”

Sassari, Anna Foa racconta “Il suicidio di Israele”

La storica ha incontrato gli studenti del Canopoleno insieme al direttore della Nuova Sardegna Luciano Tancredi

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Sassari Un confronto sul conflitto mediorientale, sul ruolo dell’informazione e sulle tensioni che attraversano oggi la società israeliana. Il “Maggio dei Libri” del Genera Festival ha fatto tappa al Liceo Canopoleno con la presentazione del saggio “Il suicidio di Israele”, ultimo libro della storica Anna Foa pubblicato da Laterza.

L’incontro si è svolto oggi, venerdì 22, nell’aula magna dell’istituto sassarese davanti agli studenti del Convitto nazionale Canopoleno e si è inserito nel percorso di iniziative culturali e di approfondimento che il festival sta portando nelle scuole del territorio.

Il Genera Festival aveva già collaborato in passato con il Canopoleno ospitando figure come il giornalista Sigfrido Ranucci in appuntamenti dedicati al giornalismo d’inchiesta, alla legalità e all’attualità.

Al centro della mattinata il libro della storica, che affronta la crisi morale, sociale e politica attraversata da Israele dopo gli eventi del 7 ottobre 2023 e la successiva guerra a Gaza. Anna Foa, studiosa della storia dell’ebraismo e della Shoah, ha discusso con gli studenti i temi affrontati nel volume: la crescita dell’estremismo messianico, le conseguenze umanitarie del conflitto, il progressivo isolamento internazionale di Israele e le tensioni che attraversano il dibattito pubblico interno al Paese.

Nel corso dell’incontro si è parlato anche delle ricadute internazionali della guerra e delle nuove ondate di antisemitismo che, secondo la tesi del libro, rischiano di alimentarsi dentro una fase segnata da forti polarizzazioni politiche e culturali.

L’incontro è stato aperto dal dirigente scolastico Stefano Manca e si è arricchito della presenza del direttore della Nuova Sardegna Luciano Tancredi. Il suo intervento si è concentrato sul ruolo del giornalismo nella lettura dei conflitti contemporanei e sull’importanza della verifica delle fonti nel racconto di scenari complessi come quello mediorientale.

L’appuntamento si è chiuso con il confronto diretto tra gli studenti e gli ospiti sui temi della guerra, della memoria storica, dell’informazione e della necessità di evitare semplificazioni e linguaggi d’odio nel dibattito pubblico.

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