Pozzomaggiore, la protesta dei cavalieri: non parteciperemo a San Pietro e all'Ardia di San Costantino
Nel mirino il decreto Abodi e l’obbligo di caschetti: «Vale per lo sport, non per le nostre manifestazioni centenarie»
Pozzomaggiore Niente corteo a cavallo per la festa di San Pietro e Paolo e niente Ardia per San Costantino. L’associazione Cavalieri di Pozzomaggiore, che raccoglie una settantina di cavalieri, protesta contro l’applicazione del decreto Abodi e per questo non parteciperà alle manifestazioni equestri che fanno parte della tradizione.
Il motivo del dissenso è chiaro: «Il decreto Abodi che prevede per i cavalieri l'utilizzo del caschetto e del gilet protettivi è citato esclusivamente per le manifestazioni equestri sportive mentre le nostre Ardie di San Pietro (patrono del centro del Meilogu) e San Costantino sono manifestazioni centenarie, tradizionali. Non rientrano nell’applicazione del decreto».
Già dallo scorso anno era partita una protesta contro il decreto emanato dal ministero dello sport, i due comitati organizzatori degli eventi, unitamente all’ associazione dei cavalieri avevano contattato un noto avvocato di Cagliari, il quale dopo aver valutato tutta la documentazione fornitagli ha espresso un parere assolutamente contrario all’ applicazione del suddetto decreto. Per avere l’ assoluta certezza, si sono rivolti anche all’ ASI (associazioni sociali sportive italiane), ente abilitato a gestire manifestazioni sportive equestri, con una lettera di risposta eloquente: «Preso atto della vostra richiesta, ci spiace comunicarvi che la vostra manifestazione non ha nessun requisito per essere considerata una manifestazione sportiva: manca la gara, una classifica e le premiazioni. Elementi essenziali perché possa essere considerata una manifestazione sportiva, al contrario rientra a pieno titolo nelle manifestazioni di rievocazione storico/religiose».
L’associazione unitamente ai comitati, chiede urgentemente un incontro con gli organi competenti per salvaguardare queste manifestazioni ultracentenarie del nostro paese. Questa protesta non è un “no alla sicurezza” ma è un “ no all’ applicazione chi un decreto sportivo alle tradizioni storiche del nostro paese”. Una protesta che avrà sicuramente un risvolto negativo sull’economia di Pozzomaggiore e dei paesi limitrofi. «Queste feste portano centinaia di visitatori - dicono dall’associazione - ci sono introiti per bar, trattorie, ristoranti, b&b e tutte le attività legate alla ristorazione e all'accoglienza . Se i cavalieri non escono, manca una parte importante del movimento economico in un paese che ne ha fortemente bisogno».
I cavalieri pozzomaggioresi ci tengono a precisare «Siamo vicini all’obriere Andrea Rosas, organizzatore della festa, che non ha nessuna colpa riguardo questa decisione».
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