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Il grande salto della Maturità «La prima giornata è andata»

di Valentina Ruiu
Il grande salto della Maturità «La prima giornata è andata»

A Sassari la voce degli studenti prima e dopo il compito di italiano, chi sperava in Montale e Deledda e chi ha scelto il tema della fatica

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Sassari Dopo 5 ore passate sui banchi, i maturandi iniziano a uscire. La prima prova, quella d’italiano, è tosta. È un attimo farsi venire il blocco dello scrittore davanti al foglio bianco. «Ho scelto la traccia sulla fatica, ispirata a un brano del giornalista Mario Calabresi tratto dal suo libro “Alzarsi all’alba” – ci dice uno studente all’uscita del liceo classico Azuni di Sassari –. Partendo da una citazione di Virgilio sull’etica del labor, ho riflettuto su un tema che i giovani sentono in modo particolare». Fatica, un concetto che un’altra “azuniana”, un’alunna dello storico istituto, ha colto per parlare della sua esperienza: «Sono stata bocciata una volta e la fatica di superare quel fallimento mi ha dato la forza di arrivare fin qui, per me è stata una prova di maturità». Al liceo Spano, il tema della fatica ricorre, ma spunta anche la meraviglia: «Un sentimento che abbonda nell’infanzia e che da adulti dovremmo riprovare», suggerisce un maturando.

La maturità per più di 12mila studenti sardi è la prima vera finestra che si affaccia sull’età adulta. C’è chi l’affronta con rigore olimpico e chi segue il flusso e non vede l’ora di liberare la penna. I minuti che precedono la prima prova, invece, sono infiniti, figli della caffeina, degli appunti e delle mappe concettuali fosforescenti. Sono queste le immagini che offrono i maturandi dell’Azuni e degli altri istituti superiori cittadini mezz’ora prima della prova di italiano: zaino in spalla e dizionario abbracciato al petto, nei ragazzi e nelle ragazze era palpabile l’emozione di vivere un momento unico. «Ieri sono andata a dormire presto per arrivare riposata, ma l’ansia incombe lo stesso. Spero che escano Montale o Pirandello», diceva Elena sei ore prima di consegnare il tema alla commissione. Sonno intermittente anche per Luigi: «Spero in una traccia di attualità come l’intelligenza artificiale. Offrirebbe uno spaccato di come i giovani leggono il mondo. Non scriverò banalità».

L’ansia si capisce, è un salto nel buio: «Non conoscere prima le tracce mi agita ma cerco di adattarmi – ha spiegato Angela –. Abbiamo tutti mente e cuore accesi, sapremo cosa dire, nel bene e nel male». Tranquilla? «Sì, ma sto mascherando». Imperturbabile invece Fabrizio, che preferisce non darla vinta all’ansia che «potrebbe solo farmi sbagliare». Una sicurezza frutto di uno studio certosino degli autori. C’è chi sa tutto su Grazia Deledda e chi spera in una traccia sulla Repubblica, è il caso di due studentesse che per l’occasione sfoggiavano una t-shirt bianca perché «porta fortuna». La maturità è però una dimensione ampia che include anche la musica. A proposito: sembrerebbe che Antonello Venditti non sia stato l’unica colonna sonora di questa maturità. Una studentessa racconta che, ad accompagnarla nelle sue sessioni di studio matto e disperatissimo, c’era la “Cavalcata delle Valchirie” di Wagner.

Un’altra si è affidata alla playlist casuale e ancora un ragazzo aveva nelle cuffie gli Smiths. Resistono invece i riti di buon auspicio e l’ormai tradizionale appuntamento a mezzanotte. Gli studenti e le studentesse in vista dell’avvio della maturità hanno riempito piazza d’Italia alla vigilia, hanno fatto tre giri attorno al monumento di Vittorio Emanuele II. Lì sì, risuonava una sola canzone, “Notte prima degli esami”. E mentre va in archivio la prova di italiano, gli studenti stanotte hanno preparato un’altra moka. Perché questa mattina vedranno svelarsi davanti ai loro occhi la seconda prova con le discipline di indirizzo. Saranno giorni di ansia fino all’orale.

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