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Liliana Cano, settant’anni di magia in mostra a Sassari – Ecco dove e quando

di Luca Fiori
Liliana Cano, settant’anni di magia in mostra a Sassari – Ecco dove e quando

L’esposizione “Il fuoco dentro” riguarda cento opere dell’artista

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Sassari C’è un filo rosso che attraversa settant’anni di pittura e racconta la Sardegna con lo sguardo di chi l’ha amata profondamente. È quello che unisce le oltre cento opere di Liliana Cano, protagonista della grande mostra “Il fuoco dentro”, che da venerdì 10 luglio alle 18 apre al pubblico al Padiglione Eugenio Tavolara di Sassari. Un’esposizione che rende omaggio a una delle artiste più rappresentative e amate del secondo Novecento in Sardegna, capace di trasformare la quotidianità, i riti popolari, il sacro e il mondo femminile in immagini di straordinaria intensità.
La mostra, visitabile gratuitamente fino al 20 settembre, è promossa e organizzata dal Comune di Sassari con il sostegno della Regione Sardegna, il supporto della Fondazione di Sardegna e la collaborazione scientifica e organizzativa dell’Archivio Liliana Cano. La mostra e il catalogo sono realizzati nell’ambito del progetto Un Ponte per la Cultura: Dialoghi fra Tradizione e Contemporaneità. L’eredità di Alois Ottiger per Sassari, nato dal lascito testamentario del filantropo svizzero destinato alla città per sostenere le attività culturali. La cura e l’ideazione del percorso espositivo sono affidate a Davide Mariani, direttore artistico dell’Archivio Liliana Cano e del Museo Diffuso Liliana Cano di Oliena. Settant’anni di pittura in cento opere. Il percorso riunisce oltre cento lavori tra dipinti – molti dei quali inediti – fotografie, documenti e materiali d’archivio. Un viaggio che attraversa più di sette decenni di attività, dagli esordi del secondo dopoguerra fino agli ultimi anni, ricostruendo un itinerario artistico sviluppato tra la Sardegna, la Penisola e il sud della Francia. L’esposizione offre una lettura complessiva dell’opera di Cano attraverso i temi che più hanno caratterizzato la sua produzione: la vita quotidiana e il mondo agropastorale, il mito e la poesia, il sacro, la figura femminile, la festa e i riti collettivi, in un racconto in cui l’esperienza vissuta si trasforma in pittura.

Tra le opere di maggiore interesse figurano dipinti provenienti da collezioni private, tre piccoli Candelieri realizzati negli anni Settanta ed esposti per la prima volta al pubblico, un grande dipinto dedicato alla Discesa dei Candelieri, la documentazione fotografica del trittico monumentale Les amants du soleil, realizzato nel 1988 per l’Université d’été di Tolone, e Primavera, il piccolo paesaggio dipinto nel 2020 che chiude simbolicamente il percorso. L’appuntamento arriva a vent’anni dal conferimento del Candeliere d’Oro Speciale assegnato a Liliana Cano dalla città di Sassari nel 2006 per l’altissimo livello raggiunto nel campo delle arti visive. Il legame dell’artista con Sassari emerge anche attraverso le opere dedicate alla Faradda e trova nel Padiglione Tavolara una sede particolarmente significativa. Il percorso espositivo è articolato in un prologo, cinque sezioni tematiche e un epilogo. Dipingere la vita racconta l’osservazione del reale e del mondo agropastorale; Sulle ali del racconto esplora il mito, la poesia e la dimensione visionaria, Il tempo del sacro raccoglie le opere di soggetto religioso, Devote e indomite è dedicata all’universo femminile,La grande festa riunisce danze, processioni, corride e celebrazioni collettive. L’epilogo accompagna il visitatore nello spazio più intimo dello studio, là dove nasceva la pittura di Liliana Cano.

Nata a Gorizia nel 1924 e trasferitasi a Sassari nel 1945, Liliana Cano è stata una figura centrale della vita culturale cittadina. Dopo la prima mostra personale nel 1960, nel 1969 fondò la Galleria Sironi, punto di riferimento dell’arte contemporanea per circa vent’anni. Attiva anche in Francia, espose in Italia e all’estero. Tornata stabilmente a Sassari nel 1996, continuò a dipingere fino agli ultimi anni della sua vita. Si è spenta nel 2021, a 96 anni, lasciando un patrimonio artistico che continua a raccontare, con la stessa forza di allora, il fuoco che aveva dentro.

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