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Bancali, il carcere scoppia: «Il sovraffollamento è del 25 percento» – La fotografia

di Luca Fiori
Bancali, il carcere scoppia: «Il sovraffollamento è del 25 percento» – La fotografia

La visita della delegazione della Camera penale conferma i problemi dell’istituto penitenziario

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Sassari Cinquecentosessantotto detenuti rinchiusi in una struttura progettata per accoglierne 454. È il numero che fotografa meglio di qualsiasi altro la condizione del carcere di Bancali e che, a pochi giorni dalla morte di Giuseppe Spanu, il detenuto di 35 anni di Nulvi morto nel reparto sanitario, riporta al centro del dibattito l’emergenza del sistema penitenziario sassarese. Il dato, raccolto durante la visita della Camera penale di Sassari “Enzo Tortora”, certifica un sovraffollamento che supera il 25 per cento e che, secondo gli avvocati, incide ormai su ogni aspetto della vita detentiva: dagli spazi disponibili all’assistenza sanitaria, fino ai percorsi di recupero e reinserimento.

La visita si è svolta nella mattina di oggi, 3 agosto, nell’ambito dell’iniziativa nazionale “Ristretti in Agosto”, promossa dall’Unione delle Camere Penali Italiane per mantenere alta l’attenzione sulle condizioni delle carceri anche durante il periodo estivo. Un appuntamento che quest’anno ha assunto un significato particolare dopo la tragedia che ha sconvolto l’istituto sassarese.

La delegazione, guidata dalla presidente della Camera penale Maria Grazia Sanna, era composta dagli avvocati Maria Teresa Pintus, Gaetano Paoletti, Silvia Ferraris, Massimiliano Tore e Lisa Vaira, con la partecipazione della consigliera dell’Ordine degli avvocati Arianna Denule, presidente del consiglio comunale Mario Pingerna, il consigliere comunale Nicola Ribichesu e della garante comunale dei detenuti Anna Cherchi.

«La nostra non è una visita simbolica – spiega Maria Grazia Sanna – ma un atto di responsabilità civile. Entrare in carcere significa verificare direttamente il rispetto della dignità delle persone detenute, il funzionamento dei servizi e raccogliere dati concreti da portare all’attenzione delle istituzioni».

Oltre al sovraffollamento, la delegazione ha riscontrato una cronica carenza di personale sanitario. «L’area medica soffre per il numero insufficiente di medici rispetto alla popolazione detenuta e alla complessità delle patologie presenti. Analoghe difficoltà riguardano l’area educativa, chiamata a seguire centinaia di persone con risorse limitate». Una situazione aggravata dalla presenza di numerosi detenuti con problemi psichiatrici o dipendenze, spesso in assenza di strutture esterne in grado di accoglierli.

Gli avvocati hanno però evidenziato anche l’impegno del personale penitenziario e della rete del volontariato. «Abbiamo trovato operatori che lavorano con grande professionalità nonostante le difficoltà. Molte attività, dalla biblioteca alla scuola calcio, sono possibili grazie alla collaborazione del terzo settore, che rappresenta una risorsa fondamentale».

La relazione elaborata dalla Camera penale confluirà nel dossier nazionale dell’Unione delle Camere Penali Italiane, con l’obiettivo di sollecitare Governo e Parlamento a intervenire su un sistema che, secondo gli avvocati, mostra sempre più evidenti segni di sofferenza. «La recente tragedia di Bancali – conclude Sanna – ha riportato in primo piano il tema dei suicidi in carcere e della gestione dei detenuti con disturbi psichiatrici. La civiltà di un Paese si misura anche dalla condizione delle sue carceri e dalla capacità di garantire che la pena abbia davvero una funzione rieducativa».

Intanto proseguono gli accertamenti sulla morte del detenuto. L’inchiesta, coordinata dalla sostituta procuratrice Camilla Battaglini, dovrà chiarire la dinamica dell’incendio e verificare eventuali responsabilità. Mercoledì 5 agosto, all’Istituto di patologia forense di Sassari, è in programma l’esame autoptico disposto dalla Procura, un passaggio ritenuto fondamentale per accertare con precisione le cause del decesso e ricostruire gli ultimi istanti della tragedia.

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