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Sassari

Scuola e integrazione

A San Donato l’80% degli alunni ha origini straniere: «Ma loro si sentono tutti sassaresi»

di Luca Fiori
A San Donato l’80% degli alunni ha origini straniere: «Ma loro si sentono tutti sassaresi»

Nella scuola multietnica del centro storico le percentuali sono capovolte. La dirigente e le insegnanti criticano il governo: «Propaganda senza senso»

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Sassari «Chi è di Sassari di voi?». Dodici mani si alzano insieme, quasi senza esitazione. Seduti a ferro di cavallo, in una seconda elementare della scuola di San Donato, nel cuore del centro storico sassarese, dodici piccoli scolari rispondono alle maestre sentendosi a casa. E ignorando ancora il significato della parola straniero. La domanda sembra semplice, la risposta ancora di più. «Sassaresi, tutti». Poi, basta parlare con le loro insegnanti per scoprire una storia diversa. Solo uno di quei bambini ha genitori nati a Sassari, gli altri hanno radici in Senegal, Marocco, Pakistan, ancora Senegal, nell’Est Europa. Ma loro sono nati qui, crescono qui, giocano qui, imparano qui. E quando stanno insieme parlano, bisticciano e fanno pace in italiano.

«Siamo sassaresi», dicono. È la prima risposta – spontanea – della scuola di San Donato alla proposta annunciata dal premier Giorgia Meloni sul tetto degli studenti stranieri per classe, sull’italiano per i genitori degli alunni con gravi problemi di integrazione e sul divieto di burqa e niqab a scuola. Percentuali capovolte Le insegnanti sorridono quando sentono parlare del 30 per cento. «Qui le percentuali sono capovolte», spiegano Maria Elena Valerio, Tatiana Giuranna e Daniela Donadu. «In alcune classi oltre l’80 per cento degli alunni è di origine straniera». Bambini che vivono nel centro storico, nelle stesse strade della scuola. E allora le insegnanti si chiedono: «Se passasse la legge, dove dovrebbero andare? Dovremmo caricarli sui pulmini e portarli in altri quartieri?».

La dirigente Patrizia Mercuri ricorda che «la regola del 30 per cento esiste già» e che il tetto agli studenti stranieri è previsto dal 2010 da una circolare della Gelmini. «Ennesimo tentativo di abbindolare l’opinione pubblica», dice. Nel complesso San Donato, tra infanzia, primaria scuola e media, ci sono circa 200 studenti e una cinquantina di insegnanti.

Le origini familiari sono molte: Senegal, Nigeria, Pakistan, Marocco, Romania, Europa dell’Est. Ma qui la parola chiave è soprattutto una: italiano. «Il nostro lavoro è basato sulla lingua italiana», spiegano le insegnanti. Che aggiungono «Non abbiamo bisogno di un tetto sugli stranieri, ma risorse, strumenti, mediatori culturali. E occasioni per stare insieme». I progetti La scuola qui è teatro, cinema, sport, biblioteca, e il progetto “Scuola della comunità”, realizzata con il contributo della Fondazione di Sardegna.

«Ci sono poi un percorso sull’intelligenza artificiale e un progetto europeo, l’unico premiato tra gli italiani, per creare il consiglio comunale dei ragazzi, che dovrebbe partire a dicembre» raccontano con orgoglio le insegnanti. Che si emozionano parlando dei “San Donato Devils” «la nostra squadra di basket nata qualche anno fa, formata da bambini e bambine di ogni provenienza». Una squadra quasi «abusiva», cresciuta nelle strade del centro storico, senza grandi sponsor né palestre intitolate. Un progetto sostenuto dalla Biblioteca Popolare dello Sport e dalla Memoria Storica Torresina. Sul parquet le provenienze si mescolano, la palla passa di mano in mano e la scuola continua fuori dall’aula. Il progetto cinema Anche il regista sassarese Sergio Scavio conosce bene San Donato. Nel 2020 ha lavorato qui al cortometraggio «Marina, Marina!». Ricorda una classe con una ventina di ragazzi stranieri e un solo sassarese: «Era un laboratorio bellissimo», racconta, «frizzante, a volte caotico, spesso appassionato».

Scavio definisce «razzista» la proposta del governo e teme che alcuni ragazzi possano sentirsi considerati un problema o essere costretti a frequentare scuole lontane. Intanto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella due giorni fa ha ricordato che la scuola è «la più efficace leva di integrazione» e deve «non formare ghetti, non alzare barriere». Il ministro Valditara ha invece sottolineato l’importanza della conoscenza dell’italiano.

«Ma su questo – spiega Partrizia Mercuri – siamo d’accordo anche noi». La piazzetta A San Donato, intanto, si prepara un altro appuntamento. Lunedì 28 settembre verrà inaugurata la piazzetta davanti alla scuola, dedicata a Giulia Cecchettin. Tutti i bambini canteranno in sassarese e sarà realizzato un murale dedicato alle donne della Sardegna, coinvolgendo anche gli abitanti del quartiere. È stato invitato il padre di Giulia, Gino Cecchettin, che non sarà presente lunedì, ma ha promesso di venire a Sassari nei prossimi mesi. «Speriamo che trovi la nostra scuola ancora bella e multietnica come oggi» concludono le insegnanti.

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