La Nuova Sardegna

Sassari

Santissima Annunziata

Sassari, Medicina interna al collasso: pazienti nei corridoi e organici all’osso

Sassari, Medicina interna al collasso: pazienti nei corridoi e organici all’osso

Trentasei ricoverati nel reparto Aou e solo 3 infermieri in turno. La Cisl Fp denuncia: «Siamo oltre ogni limite»

2 MINUTI DI LETTURA





Sassari Otto pazienti sistemati sulle barelle nei corridoi, quattro sottoposti a ossigenoterapia ad alti flussi, altri che necessitano di ventilazione non invasiva e un reparto che deve reggere con tre infermieri al mattino, tre al pomeriggio e due durante la notte.

È la fotografia della Medicina interna dell’Aou di Sassari denunciata dalla Cisl Fp, che torna all’attacco sul sovraffollamento ospedaliero e parla apertamente di una situazione «ormai oltre ogni limite».

Il sindacato respinge anche l’idea che si tratti di una coda dell’emergenza estiva. «Siamo a ottobre e quelle spiegazioni sono smentite dai fatti», sostiene la Cisl Fp, secondo cui il problema non riguarda soltanto Medicina interna ma coinvolge anche altre unità operative, alle prese da tempo con carenze di personale, carichi assistenziali elevati e reparti costantemente sotto pressione. Per il sindacato, dunque, non si tratta più di una difficoltà circoscritta ma di una crisi strutturale dell’organizzazione ospedaliera.

I numeri più pesanti arrivano proprio da Medicina interna. I ricoverati sono 28, ai quali se ne aggiungono altri otto collocati in barella nei corridoi. Quattro pazienti sono in ossigenoterapia ad alti flussi, altri necessitano di ventilazione non invasiva e viene segnalata anche la presenza di un paziente in isolamento. A questo quadro già critico si aggiungerebbe l’arrivo previsto di altri due pazienti in condizioni gravi, per i quali viene prospettata perfino una sistemazione temporanea in corridoio.

La Cisl Fp collega direttamente il sovraffollamento alla carenza degli organici. Secondo le stime del sindacato, all’Aou servirebbero subito almeno 40-50 infermieri, 25-30 Oss e 15 tecnici di radiologia soltanto per garantire maggiore continuità ai servizi essenziali e alleggerire i carichi di lavoro. Per restituire invece stabilità all’organizzazione il fabbisogno salirebbe a 60-65 infermieri, 40-45 Oss e almeno 30-40 tecnici di radiologia.

A firmare la presa di posizione sono Antonio Monni, segretario generale, e Gianmario Sardu, segretario territoriale della Cisl Fp Sassari. «La misura è colma», affermano, chiedendo alla direzione aziendale e alla Regione un intervento immediato sul potenziamento degli organici, sull’individuazione di spazi assistenziali adeguati e sulla gestione dei posti letto. Tra le richieste anche una verifica urgente delle condizioni di sicurezza e dei carichi assistenziali, oltre a un piano operativo per le dimissioni protette e la continuità tra ospedale e territorio.

Il sindacato lega infine il problema del sovraffollamento anche al tema delle aggressioni agli operatori sanitari. Secondo la Cisl Fp, reparti sovraccarichi, spazi insufficienti e tempi di attesa possono aumentare la tensione e i rischi per chi lavora, pur ribadendo che nulla può giustificare episodi di violenza. «Curare nei corridoi non può diventare il modello organizzativo della sanità pubblica sassarese», è la conclusione del sindacato.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Cronaca

In auto la cocaina da spacciare, in casa droga, cartucce e un ordigno ad alto potenziale: arrestato

Le nostre iniziative