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Dispositivi digitali, Agostiniani (Sip): "Sviluppo armonico con relazione umana"

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Roma, 23 lug. (Adnkronos Salute) - “Il cervello è un organo in forte crescita in funzione degli stimoli che riceve e modifica le sue caratteristiche, nei primi periodi della vita. Una crescita armonica prevede la relazione e il rapporto con l'adulto o lo scambiarsi degli sguardi, l'ascoltare le parole degli adulti. Trasformare questa relazione in un rapporto stretto con un device che faccio scorrere continuamente mette in atto dei meccanismi che attivano delle parti del cervello meno brillanti e meno utili per quello che sarà la crescita futura”. Lo ha detto Rino Agostiniani, presidente Sip - Società italiana pediatria, oggi, all’incontro organizzato in Senato per presentare la proposta di legge 'Disposizioni per la regolamentazione dell’esposizione ai dispositivi digitali nei bambini e nelle bambine da zero a tre anni a tutela del loro sviluppo neurocognitivo, fisico e relazionale e per la promozione di un graduale accesso al loro utilizzo durante la minore età', formulata su iniziativa della senatrice Simona Malpezzi e promossa insieme a Sip e a Fondazione Terre des Hommes Italia Ets e sostenuta in maniera bipartisan da parlamentari di tutti i gruppi politici. Molte “evidenze indicano che un incremento del tempo trascorso davanti ai device di 30 minuti ogni giorno raddoppia il rischio di avere un ritardo del linguaggio a 2 anni - sottolinea Agostiniani - In età pre-adolescenziale e adolescenziale i problemi diventano 'rilevanti', anche senza arrivare a veri fenomeni di dipendenza che, purtroppo, sono sempre più diffusi". In questa fase, dice, "l'utilizzo troppo prolungato dei device ed eccessiva presenza sui social rendono i ragazzi meno capaci nel loro percorso di crescita e nei loro percorsi scolastici, provocando inoltre disturbi del sonno”. “D'altra parte - aggiunge il rpesidente Sip - bisogna comprendere che l'adolescenza è un'età in cui si forma la visione di sé e l'autostima: se tutto questo si associa a una mancanza di rapporto con i coetanei nel mondo reale, ma si vive solo nella realtà del mondo virtuale, avremo degli adolescenti sempre più fragili e meno capaci di affrontare tutte quelle difficoltà che il mondo reale presenterà nel loro percorso di vita”.

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