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Mobilità, Ricci (Pd): "Città intelligenti? Futuro è intermodalità, più alberi e gestione acqua"

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Roma, 15 set. (Adnkronos) - Il futuro degli spostamenti in città "è l'intermodalità". A sottolinearlo l'eurodeputato Pd Matteo Ricci, vicepresidente della Commissione per i trasporti e il turismo (Tran) del Parlamento Europeo ed ex sindaco di Pesaro durante il suo intervento (in videocollegamento) ad Eco - Festival della Mobilità Sostenibile e delle Città Intelligenti, in corso a Roma. "Quando a Pesaro abbiamo fatto la bicipolitana, 110 chilometri di ciclabili costruite come le linee di una metropolitana, abbiamo vinto una battaglia: oggi un pesarese su tre usa tutti i giorni la bicicletta, non perché a Pesaro siano più ambientalisti che in altre città, ma perché abbiamo dimostrato che in un centro medio, per l'80% pianeggiante, quasi sempre la bicicletta è il mezzo più veloce, più comodo, più sicuro e più semplice. E quindi - evidenzia Ricci - il futuro delle città è l'intermodalità, un sistema di spostamenti che unisce più mezzi tra metropolitana, bicicletta, autobus, macchina, magari in sharing". "Ovviamente - aggiunge - non c'è una soluzione che va bene in tutte le città. Ma con l'avvento delle biciclette e dei mezzi elettrici cambia anche la possibilità della micromobilità dando finalmente risposte alle città morfologicamente non pianeggianti". "Quest'estate torrida dimostra che per contrastare il cambiamento climatico anche le città dovranno adeguarsi - sostiene Ricci - Essere città intelligenti non significa soltanto avere sensori e app, ma significa avere luoghi pieni di ombra. Gli alberi in città faranno la differenza". Così come avere "città spugna, ovvero serve costruirle, dal punto di vista urbanistico e dei servizi, in modo tale che possa essere recuperata il più possibile l'acqua che cade. E' questo un modo di pensare le città in maniera intelligente: non soltanto tecnologia, ma applicare nei centri urbani le esigenze di questa era storica che purtroppo ci vede dentro un cambiamento climatico molto più veloce di quello che ci si immaginava". "Con la fine del Pnrr e un bilancio europeo standard poco sostanzioso, il rischio è che le risorse per accompagnare la transizione ecologica non siano sufficienti". A Bruxelles, spiega, "stiamo discutendo il Piano Sociale per il Clima, dentro il quale abbiamo la famosa questione degli Ets per i trasporti e l'edilizia. Solo per l'Italia possono venir fuori 9 miliardi per far fronte ai costi della transizione ecologica, ma il bilancio europeo 2028-2034, che approveremo entro la fine dell'anno, è troppo piccolo. Il Parlamento ha proposto di aumentarlo del 10%, ma i governi stanno proponendo di tagliare".

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