“Fili di rinascita” tra tradizione e identità: premiate le nostre creazioni
Da Maria Lai, a Francesca Sanna Sulis sino a Orgosolo: gli abiti raccontano le radici della Sardegna
Gli abiti sono simboli: possono unire o dividere. Studiare immersi nella bellezza del poter “costruire” ciò che le persone indosseranno ci ha fatto riflettere tanto durante le manifestazioni di protesta che si sono svolte di recente nelle maggiori città italiane. La parte meno sana del popolo in sommossa ha sfasciato le vetrine per derubare abiti che come simboli facciano sentire loro come parte di un corpo sociale. Non intendiamo certo cavalcare la polemica politica, ma noi che mettiamo a disposizione la nostra creatività, il nostro studio, che affiniamo le nostre capacità manuali sui tessuti che poi diverranno una scelta ed entreranno nel guardaroba di una persona, sappiamo bene che significato possa assumere l’atto del vestire. Ciò che crediamo noi è che sia meglio costruire prima che distruggere, sempre. Creare prima che sfasciare.
Ed è con questo spirito che abbiamo aderito all’iniziativa promossa dall’Ufficio Italiano della Seta e Confindustria di Como, con il sostegno della Fondazione della Seta e da numerose aziende della filiera della seta. Questa iniziativa è stata inclusa tra le attività d’interesse strategico per lo sviluppo del piano d’azione per l’UNESCO.
Ecco, oggi vorremmo condividere con voi la gioia di aver vinto il primo premio raccontando le nostre radici attraverso le nostre creazioni, con il progetto: “Fili di rinascita: la seta di Sardegna tra Donna Francesca Sanna Sulis, Orgosolo e Maria Lai”, nel contest che quest’anno è dedicato al tema “La seta e l’arte: dialoghi tra natura, creatività e innovazione”. Ecco la motivazione con la quale la giuria ci ha assegnato il premio: «Per la straordinaria capacità di unire tradizione e arte contemporanea, celebrando l’identità sarda attraverso un filato che intreccia la memoria storica e il genio creativo locale». Ma ogni risultato ha nomi e volti che oggi non possiamo che ringraziare, i nostri angeli custodi sono stati Angela Augusta Usai, Valeria Cuccu, Anna Rosa Musiu, Francesco Medda, Roberto Loi e Barbara Porcu.
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