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Ecco Fenati, l’emergente: «Il titolo? Siamo in tanti...»

di Davide Casarotto
Ecco Fenati, l’emergente: «Il titolo? Siamo in tanti...»

Moto3: il pilota del team Sky-Vr46: «La scuola italiana può tornare protagonista Il Mugello? Il calore del pubblico qui riesce a dare tantissime emozioni»

30 maggio 2014
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Se lasciamo da parte lo scintillio della MotoGp è lui il personaggio più atteso del weekend del Gp d’Italia. Romano Fenati avrà gli occhi di tutti gli appassionati addosso, unico italiano delle classi “minori” ad avere le carte in regola per poter puntare al titolo. Dalla moto, la Ktm, fino a un team nuovo ma organizzato e motivato come lo Sky-Vr46. Fenati è reduce dallo sfortunato ritiro di Le Mans, che ha però fatto seguito a una doppia vittoria in Argentina e Spagna.

Fenati, questo avvio di stagione l’ha vista grande protagonista. Ci sono i margini per puntare al titolo?

«Quello di puntare al titolo è un traguardo che tutti ci poniamo. In questa stagione ci sono i presupposti per me ma anche per almeno altri dieci».

Quali sono gli avversari da temere di più, oltre all’australiano Jack Miller?

«In tanti stanno lottando per fare un grande campionato. Tra questi sicuramente Alex Rins, Efren Vazquez, Alex Marquez, Jakub Kornfeil e Isaac Vinales».

Quello del 2014 sembra un Fenati totalmente diverso rispetto a quello del 2013. Merito solo della Ktm o c’è altro?

«Innanzitutto è merito della mia nuova squadra, lo Sky Racing Team-VR46, che sta lavorando molto bene. Poi sì, merito anche della moto, che si sta rivelando la più competitiva».

Che clima si respira nel team? L’influenza del “padrone di casa” Valentino si fa sentire?

«Si respira aria di serenità e si sa che con la serenità si lavora meglio. L’influenza del capo si sente sempre, anche se è lontano. E tutti noi miriamo a renderlo soddisfatto».

Lei è l’unico italiano, Rossi a parte, che pare realmente in grado di togliersi soddisfazioni quest’anno. Avverte una certa pressione?

«Non avverto molta pressione, anche perché secondo me ci sono altri italiani che possono fare buone cose».

Secondo lei ci sono le premesse perché la scuola italiana torni quanto prima protagonista?

«Sì, credo che le premesse ci siano tutte. Soprattutto ora che anche Valentino e Sky sono scesi in campo per consentire ai piloti italiani di crescere e affermarsi».

Il Mugello è una tappa particolare, dove l’entusiasmo del pubblico si farà sentire. Qual è il suo rapporto col tracciato toscano?

«Il circuito mi piace molto e il calore del pubblico dà tante emozioni. È bellissimo sentirlo esultare a ogni curva».

Riflessione di lungo periodo. Ormai le classi Moto3 e Moto2 sono un puro trampolino di lancio per la MotoGp. Tra quanti anni vedremo Fenati nella top class?

«Per il momento cerco di dare il massimo in Moto3, in un team in cui mi sento a mio agio e ho i mezzi giusti per esprimere le mie potenzialità. Poi in futuro vedremo».

Chiusura con il compagno di scuderia Francesco Bagnaia. A Le Mans è arrivato quarto. C’è la possibilità di vedervi insieme sul podio?

«Lo spero».

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