«Fabiolous» il sardo è già nella storia del ciclismo italiano
«Non vedo l’ora di tornare al Villacidro e andare al mare» Nibali? «È un mio compagno, in futuro deciderà la squadra»
TRIESTE. «Sono contentissimo per questo risultato, molto inaspettato per me e per tutto il mio team. Ringrazio tutti i miei compagni di squadra, che mi hanno aiutato tanto, e saluto le tantissime persone che mi hanno seguito con affetto. Ringrazio tutti i miei compagni, mi sono stati vicini, anche chi si è fatto male, come Brajkovic e Scarponi. Sì, adesso c’è anche la Sardegna: ho visto bandiere della Sardegna in tutta Italia e anche in Irlanda del Nord, nelle prime frazioni. Sono molto felice, ripeto; saluto tutti i tifosi e in particolare quelli del mio paese che mi hanno seguito sin qui, non vedo l’ora di tornare a Santu ’Engiu. Per me è un’immensa soddisfazione sapere che la gente mi segue, ho visto tante bandiere della Sardegna».
Così, terminate le fatiche del 97esimo Giro d’Italia, la rivelazione della corsa, Fabio «Fabiolous» Aru, del team kazako Astana, nato San Gavino Monreale (Santu ’Engiu), ma di casa a Villacidro, il «Paese d’ombre» che anche ieri si è illuminato di gioia in festa per lui.
«Da Natale non torno a casa. Spero adesso di riabbracciare presto i miei parenti e i miei amici. Lì troverò finalmente un po’ di sole; con la pioggia per quest’anno siamo a posto», ha proseguito Aru, grande amante del mare, sotto il diluvio che si è scatenato proprio in concomitanza con la premiazione a Trieste, dove il sardo è stato un big non solo per il terzo posto ma anche per l’intensità dell’applausometro, che ha raggiunto il top quando è stato scandito il suo nome. Fabiolous anche ieri ha fatto professione di modestia, ma il podio al Giro gli cambierà inevitabilmente la vita. Lo scalatore di Villacidro è stato a volte accostato e a volte contrapposto a un altro campione espresso da un’isola, il siciliano Vincenzo Nibali, e Aru per rispondere ha fatto un altro scatto da Zoncolan. «In futuro? Nibali è un mio compagno di squadra – ha detto riferendosi al numero uno dell’Astana, che quest’anno ha puntato tutto sul Tour –. Deciderà la squadra». Ma Aru aveva sul volto un sorriso furbetto, tra la soddisfazione per una domanda così importante e la risposta di un sogno da coronare. Diventare grande, un grande. Lavorando come ha sempre fatto su una nuova salita, quella che porta al numero uno.
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