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Bella e vincente, è tutta un’altra Italia

di Valentino Beccari
Bella e vincente, è tutta un’altra Italia

Zaza ha già fatto dimenticare Balotelli e Conte spinge sull’acceleratore: «Nella mia squadra voglio solo gente che ha fame»

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L’Italia è tornata nobile, almeno nei risultati, e non solo perché ha un Conte in panchina. Il sangue blu scorre nello spirito e nell’ardore se non ancora nel gioco dell’Italia che vince la “prima” ufficiale del nuovo corso. Certo, si giocava a Oslo e non a Rio de Janeiro in un posto dove lo sci nordico è sport nazionale e il calcio parente povero ma resta il fatto che gli azzurri hanno portato a casa i tre punti senza mai mettere in discussione il risultato. Buona cosa, un buon viatico per lavorare con serenità, insieme con i dati di ascolto tv: oltre 9 milioni e mezzo di spettatori per la diretta Rai. L’affetto c’è.

Il sacro fuoco. È un Antonio Conte che taglia con il passato e rilancia: «Che vengano dal Sud o da Udine, i miei giocatori devono avere il fuoco dentro – afferma il ct azzurro – Simone Zaza è uno che ha fame, ma non c’è solo lui: i giovani hanno come parametro i veterani, la loro fame calcistica. Penso a Chiellini che voleva rimanere nonostante l’infortunio, alla fame di giocatori come Bonucci, De Rossi, Buffon: con esempi così, mi auguro che questa voglia rimanga in tutto il gruppo».

Qualificazione comoda. Certo è che la prima giornata del cammino verso Francia 2016 ha confermato, qualora ci fossero stati dubbi, che la qualificazione alla fase finale non sarà certo una missione ai limiti dell’impossibile. Croazia e Bulgaria sono parse avversarie abbordabili e poi non va dimenticato che l’Italia non perde una partita delle qualificazioni dal settembre 2006. Inoltre, le prossime due sfide, quelle di ottobre contro l’Azerbaigian a Palermo e in trasferta a Malta, sono l’ideale per mettere subito la classifica al riparo da sorprese. Guai, però, a dirlo a Conte: «Siamo sulla buona strada – continua il ct – sono stati giorni molto belli e ringrazio i miei ragazzi per la loro grande applicazione mentale. Abbiamo tracciato le linee guida e messo in moto la macchina: ora il primo obiettivo è la qualificazione agli Europei. Nei prossimi giorni, nell’ambito del tour nei club di serie A farò visita anche alla Juve, del resto a Torino sono di casa».

Il fenomeno Zaza. Balotelli chi? La domanda è spontanea perché questo ragazzo della Basilicata che si è abbassato la cresta da solo e ostenta una barba “fashion” ha fatto dimenticare il discusso attaccante del Liverpool, unico taglio eccellente della gestione Conte. E il merito della sua esplosione va attribuito proprio Conte che già lo voleva alla Juve e non ha esitato ad affidargli le chiavi dell’attacco azzurro, lui che viene dalla provincia più provincia d’Italia e che gioca in un Sassuolo che è ai confini dell’impero del calcio.

«Zaza è un ragazzo che viene dal mio Sud, dalla Basilicata dove ci sono pochi campi e tanta voglia di imparare: è naturale che abbia fame. Balotelli dovrebbe imparare da lui». A tessere gli elogi del nuovo fenomeno del calcio italiano è Franco Selvaggi, campione del mondo con sole tre presenze in azzurro ma non a Spagna ’82 dove c’era ma rimase a guardare, e fino a pochi giorni fa l’unico lucano ad aver vestito la maglia azzurra. «Non mi ha meravigliato che sia arrivato in Nazionale – aggiunge – perché è un calciatore con grandissime qualità sia tecniche che fisiche».

Affondo a Lotito. C’è chi si toglie qualche sassolino. È Daniele De Rossi che torna sull’eccessiva presenza (invadenza) del presidente laziale Claudio Lotito. «Lotito? Io preferisco avere meno gente possibile attorno: mi hanno spiegato che è qui perché è consigliere federale, visto che ce ne sono 21 speriamo non vengano tutti...».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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