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VALENTINO E IL SAPORE DELL’IMPRESA

di STEFANO TAMBURINI

di STEFANO TAMBURINI Ci sarebbe qualcosa di molto più che speciale nel veder vincere Valentino Rossi sul circuito di Misano che porta il nome di Marco Simoncelli, lo sfortunatissimo talento scomparso...

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di STEFANO TAMBURINI

Ci sarebbe qualcosa di molto più che speciale nel veder vincere Valentino Rossi sul circuito di Misano che porta il nome di Marco Simoncelli, lo sfortunatissimo talento scomparso il 23 ottobre del 2011 a Sepang. Sì, certo, anche perché questa è la pista di Valentino, perché la casa natale di Tavullia è a meno di dieci chilometri, perché qui più che altrove la moto è molto più che una passione. Ma c’è un “perché” che più di altri finisce per rappresentarli tutti. Ed è il desiderio diffuso di rivederlo ancora dove prima era un habitué, così per capire l’effetto che fa in un posto speciale come questo. A noi ma soprattutto a lui che, pur avendo il meglio alle spalle, sta riuscendo a dare una lezione immensa. Quella di farci capire che non è mai il momento di accontentarsi, di vivere di ricordi e di rendite. Rossi è uno che potrebbe aver detto basta da tempo, con nove mondiali in bacheca e un’immensa scia di imprese su piste a ogni angolo del pianeta. Invece è ancora lì e non per raccogliere gli ultimi milioni d’ingaggio, è lì che cerca di contrastare l’astro emergente Marc Marquez, uno che pare destinato a prendere il suo posto di dominatore per chissà quanto. Lo fa con il piglio di chi non ha allori su cui cullarsi e con lo spirito di chi dentro sente che prima o poi accadrà. Quest’anno Marquez ha sempre vinto, a eccezione di Brno, e Valentino per l’occasione lo ha preceduto ma è stato solo terzo dietro a Dani Pedrosa e Jorge Lorenzo. Dunque, si può, anche se non sarà facile vedere di nuovo Marquez fuori dal podio o comunque battuto. Rossi però ha una luce particolare negli occhi quando gli chiedono se riuscirà a tornare lassù, sul gradino magico. È la luce di chi ci crede e riuscirci sulla pista di casa potrebbe riaccendere entusiasmi impensabili nei due anni tristissimi trascorsi alla Ducati e darebbe maggiore significato al rinnovo contrattuale (fino al 2016) da poco siglato con la Yamaha.

Senza nulla togliere agli altri italiani in gara – e in particolare ai ducatisti Andrea Dovizioso e Andrea Iannone – sentir suonare di nuovo l’inno di Mameli per Valentino non sarebbe solo puro orgoglio nazionale. Sarebbe una favola che si è scritta da sola disegnando sogni curva dopo curva. E con il lieto fine per niente scontato, il sapore del trionfo sarebbe ancor più dolce.

@s__tamburini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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